Xi e Trump di nuovo faccia a faccia: Taiwan e dazi al centro
A Washington si prepara il terzo incontro in meno di un anno: sul tavolo tregua commerciale, terre rare, intelligenza artificiale e la partita più delicata, Taiwan.
Il rendez-vous tra Xi Jinping e Donald Trump arriva in un momento in cui le due capitali hanno interessi molto diversi da difendere. Per il presidente americano pesano il voto di Midterm e il rischio di nuove tensioni commerciali; per il leader cinese, invece, conta guadagnare tempo su economia, apparato militare e rapporto di forza con Washington.
La tregua sui dazi resta il primo nodo
I colloqui sono attesi per giovedì, a Washington, a distanza di quasi quattro mesi dall’ultimo incontro di Pechino e dopo oltre nove anni dal primo summit tra i due. Sarà il terzo faccia a faccia in meno di un anno e, stando alle analisi citate, da Xi non sono attese concessioni sostanziali. Un punto centrale riguarda la proroga della pausa sui dazi, concordata nell’ottobre scorso e destinata a scadere a novembre.
L’incontro di domenica a New York tra He Lifeng, vicepremier cinese e responsabile dell’economia, e Scott Bessent, segretario al Tesoro Usa, ha tenuto aperto il canale sui dossier economici. Tra i temi più sensibili ci sono anche l’intelligenza artificiale, il capitolo Iran e il caso Boeing. Resta però irrisolta la questione delle terre rare, che secondo il New York Times continua a essere una delle più complicate da sbloccare.
Taiwan è il vero banco di prova
Secondo il Wall Street Journal, Pechino continua a esercitare pressione sull’isola, mentre Xi starebbe valutando con cautela il rischio che un’eventuale invasione si trasformi in un impantanamento. La strategia cinese, sempre secondo il quotidiano, passa anche dal tentativo di dividere la società taiwanese, rafforzare i contatti con il Kmt e seminare dubbi sull’affidabilità degli Stati Uniti come protettori di Taipei.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il fronte politico dell’isola resta fragile: un sondaggio della Brookings Institution, rilanciato dal Wsj, indica che solo il 24% degli elettori di Taiwan considera gli Usa un partner affidabile. Per Chiu Chui-Cheng, responsabile a Taipei dei rapporti con Pechino, il secondo mandato di Trump viene visto dal Dragone come una “occasione rara” per orientare l’opinione pubblica locale. “Pensano - ha affermato - che l’imprevedibilità di Trump sugli impegni americani dia a Xi più margini di manovra”.
Le pressioni di Pechino non si fermano qui
Gli osservatori si attendono che il leader cinese torni a insistere sull’isola anche durante il nuovo faccia a faccia. L’obiettivo, secondo consiglieri cinesi citati dal Wall Street Journal, sarebbe spingere Trump a prendere posizione in modo netto contro l’indipendenza di Taiwan. Nel frattempo Xi, che ha compiuto 73 anni il 15 giugno, si prepara a un quarto mandato senza precedenti alla guida del Partito comunista cinese, mentre Trump, 80 anni compiuti il 14 giugno, si avvicina alla scadenza elettorale di Midterm.
Continua a leggere
Renzi sfida il campo largo: il veto a Italia Viva può costare caro
Il leader di Italia Viva rivendica un ruolo decisivo per i riformisti, attacca il governo e avverte il centrodestra sul peso elettorale di Vannacci
Centrosinistra, il nodo del doppio candidato agita il Pd: cosa succede ora
Tra primarie, alleanze e programma, la maggioranza dem frena sull’ipotesi di una sfida interna a Elly Schlein mentre si avvicina l’assemblea di ottobre.
Schlein al cinema con Conte: «Naza» riunisce il centrosinistra su Gaza
La segretaria del Pd ha partecipato alla proiezione romana promossa da M5s e Avs, dedicata al film premiato a Venezia sulla guerra nella Striscia.
Roscioli tiene Reggio, Vannacci sfonda: il verdetto delle suppletive
Il candidato del centrodestra vince con il 51,02%, mentre FnV supera il 10% e il centrosinistra segnala il peso dell’astensione.