Venezuela, 40 oppositori tornano liberi: ma restano 450 detenuti
Le nuove scarcerazioni arrivano dopo il secondo confronto tra il governo di Delcy Rodríguez e le forze di opposizione.
Almeno 40 persone considerate dissidenti sono state liberate nelle carceri venezuelane dopo la chiusura del secondo ciclo di colloqui tra autorità e opposizione. Il dato, ancora in aggiornamento, è stato ricostruito dalle organizzazioni non governative che monitorano la detenzione politica nel Paese.
Scarcerazioni in più fasi
Nelle prime ore di sabato Gonzalo Himiob, direttore di Foro Penal, aveva parlato di una liberazione consistente di detenuti. L’associazione Justicia, Encuentro y Perdón aveva inizialmente documentato 29 casi, mentre il Comitato per la Libertà dei Prigionieri Politici (Clippve) ha poi aggiunto altri sette nomi.
Le ultime persone indicate dal Clippve erano rinchiuse nel carcere di El Rodeo I, nello Stato di Miranda. Sommando le diverse segnalazioni, il numero complessivo delle scarcerazioni raggiunge almeno quota 40, anche se le ong stanno ancora verificando l’elenco dei beneficiari.
La storia di Gusmaris Zapata
Tra gli oppositori usciti dal penitenziario figura Gusmaris Zapata, arrestata quando aveva 18 anni. La giovane era finita in carcere per aver ricevuto tramite WhatsApp una fotografia che ritraeva veicoli ufficiali e ha trascorso due anni in detenzione.
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Il Clippve ha accolto con favore il ricongiungimento tra i detenuti liberati e i loro familiari, ma ha sottolineato che la vicenda non può considerarsi conclusa. “Mentre celebriamo il ricongiungimento dei detenuti con le loro famiglie ricordiamo che decine di prigionieri politici devono ancora riconquistare la libertà. Resteremo fermi e organizzati finché non avremo garantito il ritorno a casa di tutti”, ha dichiarato il comitato.
Il quadro resta ancora pesante
Prima di questa nuova serie di rilasci, Justicia, Encuentro y Perdón stimava in 450 il numero dei dissidenti ancora detenuti nelle strutture penitenziarie venezuelane. Nel conteggio erano comprese 44 donne e 20 cittadini stranieri.
Le ong, quindi, considerano le scarcerazioni un passaggio parziale e continuano a seguire la posizione degli altri detenuti. Il nuovo movimento è arrivato proprio dopo il secondo round negoziale tra il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez e l’opposizione.
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