Meloni tira il fiato, ma guarda a destra: il nodo Vannacci
Il risultato allontana lo spettro di Futuro nazionale oltre il 15%, ma la maggioranza prepara la sfida sui gruppi parlamentari e sul candidato di Milano.
Il risultato elettorale offre a Giorgia Meloni un motivo per respirare, ma non chiude la partita interna al centrodestra. Futuro nazionale non ha superato la soglia del 15% temuta durante lo scrutinio e tra i poli è rimasta una distanza di 15 punti. La premier, però, mantiene alta l’attenzione sulla concorrenza a destra e sulla crescita di Vannacci.
Il timore del sorpasso è svanito
Nella cerchia della presidente del Consiglio prevale la sensazione che l’esito avrebbe potuto essere molto più difficile. L’ipotesi più preoccupante era una prestazione di Futuro nazionale sopra il 15%, scenario che avrebbe potuto rendere competitivo il centrosinistra in una storica roccaforte del centrodestra.
Il dato finale ha invece lasciato 15 punti di margine tra i due schieramenti. Da qui il sollievo registrato nell’area di Meloni, accompagnato tuttavia dalla consapevolezza che il risultato non autorizza ad abbassare la guardia.
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La maggioranza prepara le prossime sfide
Meloni ha riunito Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi per affrontare i passaggi politici più delicati. Al centro del confronto ci sono anche i gruppi legati al Melonellum: l’obiettivo indicato è mantenerli compatti, perché, se la riforma dovesse andare avanti, la maggioranza ritiene di poter giocare la partita.
Resta inoltre aperto il confronto sul candidato sindaco di Milano. Sul fronte della destra, la linea attribuita a Meloni è quella di incalzare Vannacci, così da contenere il suo spazio politico senza perdere il controllo della competizione interna.
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