Vannacci sposta gli equilibri? La destra resta appesa a pochi decimali
Fratelli d’Italia non arretra, ma la crescita di Futuro Nazionale e il calo degli alleati rendono incerto il confronto politico verso il 2027.
Basterebbe uno scarto di mezzo punto per cambiare il vincitore delle prossime Politiche: secondo la rilevazione Ipsos Doxa, il centrodestra con Roberto Vannacci arriverebbe al 45,7%, mentre l’alleanza progressista si fermerebbe al 45,2%. Il dato fotografa una situazione ancora molto aperta e non consente di considerare decisiva, da sola, l’eventuale presenza di Futuro Nazionale nella coalizione guidata da Giorgia Meloni.
Il sondaggio, realizzato per il Corriere della Sera e analizzato da Nando Pagnoncelli, presidente dell’istituto, mostra infatti un quadro più articolato: Fratelli d’Italia rimane il primo partito, ma Lega e Forza Italia continuano a perdere consensi. Nel campo opposto arretra il Partito Democratico, mentre il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra mantengono le proprie posizioni.
La sfida si decide sul filo
Senza Futuro Nazionale, il blocco progressista — comprendente anche Italia Viva e +Europa — sarebbe accreditato del 43,9%, contro il 38,7% del centrodestra. Le due percentuali risultano inferiori alla somma dei singoli partiti, rispettivamente pari al 44,5% e al 39,4%, perché il voto alle coalizioni non coincide necessariamente con l’addizione delle intenzioni rivolte alle singole forze.
In base alle simulazioni legate alla nuova legge elettorale, il premio di maggioranza andrebbe in questo scenario ai progressisti, con 219 seggi alla Camera e 109 al Senato. La destra otterrebbe invece 130 deputati e 64 senatori, ai quali si aggiungerebbero i 30 deputati e i 15 senatori collegati a Vannacci. Pagnoncelli ha osservato che la somma aritmetica dei partiti non restituisce sempre il risultato di una competizione tra coalizioni organizzate.
Il partito di Vannacci cresce
Futuro Nazionale raggiunge l’8,8%, con un aumento dell’1,7% negli ultimi due mesi. La sua collocazione potrebbe dunque incidere sull’assegnazione del premio previsto dal nuovo sistema elettorale, indicato nel testo come prossimo al passaggio in terza lettura alla Camera.
Se invece Vannacci si presentasse insieme al centrodestra, la coalizione di governo salirebbe al 45,7% e conquisterebbe la maggioranza: 222 seggi a Montecitorio e 110 a Palazzo Madama. Il campo progressista avrebbe 154 deputati e 76 senatori. Il vantaggio, tuttavia, sarebbe minimo: la destra perderebbe circa il 2,5% rispetto alla somma teorica dei partiti, mentre gli avversari guadagnerebbero qualcosa rispetto al loro semplice totale.
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Fratelli d’Italia tiene, alleati in calo
Fratelli d’Italia resta stabile al 26,4%. La Lega scende invece al 4,7%, con una riduzione di 0,4 punti rispetto alla fine di luglio, mentre Forza Italia si attesta al 7,3%, un punto in meno nell’arco di due mesi.
Nel centrosinistra il Partito Democratico scivola sotto il 20%, fermandosi al 19,5% dopo una perdita di 0,6 punti. Il Movimento 5 Stelle resta al 14,5% e Alleanza Verdi-Sinistra al 6,3%. Azione è al 3% (-0,1%), Italia Viva al 2,1% (-0,2%) e Noi Moderati all’1% (+0,1%).
Tra i partiti minori, +Europa cresce fino al 2,1%, con un incremento di 0,7 punti: secondo l’analisi riportata, il risultato potrebbe essere collegato all’emozione seguita alla recente scomparsa di Emma Bonino. Diminuisce invece il bacino di chi dichiara di non voler votare, che scende di 2,1 punti e si colloca al 40,5%.
La conclusione di Pagnoncelli è che l’ingresso di Vannacci nel centrodestra non offrirebbe, nelle condizioni attuali, una certezza elettorale. La distanza tra le due coalizioni sarebbe infatti così ridotta da non garantire un esito stabile, nonostante le simulazioni assegnino comunque la vittoria alla destra allargata.
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