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Politica 3 min di lettura3 giorni fa

Vannacci si gioca tutto in Calabria: il voto che può cambiare gli equilibri

Le suppletive di Reggio Calabria mettono alla prova il consenso del generale e la solidità di Forza Italia, mentre il centrosinistra tenta l’inserimento.

Il risultato di Reggio Calabria dirà quanto vale davvero il consenso costruito da Roberto Vannacci fuori dai sondaggi. Le suppletive per la Camera, in programma domani e lunedì, non servono soltanto a riassegnare il seggio di Francesco Cannizzaro: per il centrodestra sono una verifica territoriale, mentre per il generale possono diventare il trampolino verso le politiche del prossimo anno.


Vannacci cerca la prova del nove

L’obiettivo dichiarato dell’area vannacciana è superare la soglia del 10%, anche se Vannacci si è spinto a evocare persino una possibile vittoria. Il riferimento scelto è quello dell’AfD in Sassonia-Anhalt: un risultato superiore alle attese dovrebbe trasformare un consenso finora misurato soprattutto dai rilevamenti in una forza elettorale concreta.

Nel collegio il generale ha schierato Domenico Giannetta, medico ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, passato a Futuro nazionale. La scelta punta su una figura moderata, capace di contare su oltre 10mila preferenze personali e di contendere voti al candidato ufficiale degli azzurri.

La campagna di Vannacci ha assunto toni molto duri. In un messaggio diffuso sui social ha presentato la sfida come una rivendicazione della dignità calabrese, accusando il centrodestra di imporre candidati estranei al territorio. Ha inoltre rilanciato un’immagine manipolata che ritraeva Fabio Roscioli insieme a Matilde Siracusano e Claudio Lotito attorno a una torta con la scritta “Calabria”.


Forza Italia difende il suo fortino

Roscioli, tesoriere di Forza Italia e avvocato storico di Fininvest, gode della stima della famiglia Berlusconi. Il partito punta a conservare una circoscrizione considerata tra le più solide del proprio radicamento, dopo la vittoria di Cannizzaro alle comunali: a maggio l’ex deputato ha raccolto quasi 60mila voti, pari al 65,7%.

Lo stesso Cannizzaro si è detto fiducioso sull’esito e ha criticato chi propone un’alternativa fondata, a suo giudizio, soltanto su attacchi e provocazioni. Per gli azzurri, però, la consultazione arriva in una fase delicata, segnata dalle tensioni interne e dalle ambizioni sulla leadership di Antonio Tajani.

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Il precedente del 2022 resta un riferimento significativo: Cannizzaro conquistò allora il collegio con 66mila voti, quasi il 48%, mentre Pd e M5S, presentatisi separatamente, insieme rimasero sotto quota 60mila. L’affluenza si fermò al 49,4%; un aumento della partecipazione potrebbe modificare gli equilibri e rendere più leggibile la forza effettiva dei candidati.


Il centrosinistra prova l’aggancio

A cercare spazio tra i due poli della destra è Frank Benedetto, cardiologo, già consigliere comunale e capogruppo del Pd. Dopo vent’anni lontano dalla politica attiva, è tornato in campo alla guida di un’alleanza che riunisce 12 sigle, da Iv al M5S.

Benedetto ha definito la competizione una verifica dei rapporti di forza tra coalizioni, sottolineando la compattezza del proprio schieramento contrapposta alle divisioni del centrodestra. La sua candidatura potrebbe diventare decisiva se la contesa tra Roscioli e Giannetta dovesse sottrarre voti al blocco conservatore.


Le conseguenze oltre Reggio

Una flessione di Forza Italia proprio nella sua roccaforte avrebbe un peso che andrebbe oltre il singolo seggio. Se il centrosinistra riuscisse a prevalere anche grazie alla concorrenza di Futuro nazionale, la lettura politica sarebbe particolarmente severa per gli azzurri.

Anche una performance consistente di Giannetta, senza vittoria, rappresenterebbe comunque un segnale d’allarme per la coalizione. Potrebbe infatti alimentare nuovi passaggi verso Futuro nazionale e rafforzare la pretesa di Vannacci di essere un punto di riferimento autonomo per gli elettori delusi dal centrodestra.

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