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Politica 1 min di lettura22 set

Vannacci, le donne senza gonne e quel confine sottile chiamato civiltà

Un’uscita del ministro riporta al centro il tema del rispetto verso le donne e il punto in cui la provocazione smette di sembrare una battuta.

La frase di Antonio Tajani sulla lunghezza delle gonne e l’affidabilità di una donna finisce per pesare più della battuta in sé: a colpire è il confine che sposta, un passo alla volta, ciò che viene considerato accettabile.


Quando la provocazione diventa normalità

Non è solo una questione di gusto o di ironia riuscita male. Anche ammettendo che il ministro non volesse scherzare, il problema resta: quel tipo di commento porta lontano dal terreno della civiltà e rende più facile trattare certi giudizi come se fossero innocui.


Il punto non è la gag mancata

Il testo richiama proprio questo: ogni volta che si supera la soglia del dicibile, non si torna esattamente al punto di partenza. Si rientra invece più avanti, in uno spazio in cui il linguaggio offensivo appare un po’ meno scandaloso e un po’ più tollerato.

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Per questo il richiamo alle gonne non viene letto come un’uscita marginale. Diventa il segnale di una deriva più ampia, in cui la volgarità non resta un episodio isolato ma lascia dietro di sé una soglia spostata, e dunque più difficile da recuperare.

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