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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Unicredit-Commerzbank, il nodo Berlino che può rallentare Orcel

La possibile scalata resta legata alla quota pubblica tedesca: senza il via libera politico, il percorso verso il controllo totale si complica.

Per arrivare al controllo integrale di Commerzbank, Unicredit deve ancora fare i conti con un passaggio decisivo: la posizione del governo tedesco. Berlino, infatti, non sembra orientata a cedere la propria partecipazione e questo elemento continua a pesare sulla strategia di Andrea Orcel.


La quota pubblica resta decisiva

Il ministero delle Finanze tedesco detiene oggi il 12,7% del capitale della banca, una presenza che nasce dal salvataggio del 2009. Finché questo pacchetto azionario resterà in mano allo Stato, l’operazione di Unicredit non potrà essere letta come una semplice acquisizione di mercato.

Il peso di quella quota non è soltanto numerico. Proprio perché il governo è il secondo azionista, la sua posizione può incidere in modo diretto sui prossimi sviluppi e sulla possibilità che l’istituto italiano prosegua verso una piena integrazione.

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Il richiamo di Klingbeil a Orcel

A rafforzare questo quadro ci sarebbe anche un riferimento arrivato da Lars Klingbeil in un colloquio recente con Andrea Orcel. Il ministro, stando a quanto emerso, avrebbe richiamato l’attenzione sull’importanza del sostegno dell’esecutivo tedesco, proprio in ragione del ruolo di Berlino nell’azionariato.

Il messaggio è chiaro: la partita non dipende solo dalle mosse di Unicredit, ma anche dalla scelta del governo di mantenere o meno la sua partecipazione. Ed è questo il principale ostacolo che, al momento, separa Orcel dall’obiettivo di Commerzbank.

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