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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Un miliardo per le toghe, Meloni frena: ora il confronto con l’Anm

Palazzo Chigi conferma lo stop della premier al decreto sugli stipendi dei magistrati, mentre l’Associazione nazionale magistrati valuta la strada del ricorso

La decisione ruota attorno a una somma che, secondo le stime, arriverebbe a circa un miliardo di euro. Giorgia Meloni non sarebbe orientata a sottoscrivere il Dpcm necessario per rendere operativi gli aumenti degli stipendi dei magistrati, mentre l’Anm annuncia che potrebbe rivolgersi alla giustizia.

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La priorità indicata da Palazzo Chigi

Le fonti di Palazzo Chigi collegano la scelta della presidente del Consiglio al peso finanziario dell’intervento. Le somme destinate agli adeguamenti, riconosciuti sulla base di alcune pronunce del Consiglio di Stato, sarebbero infatti circa dieci volte superiori alle risorse che l’esecutivo sta cercando di reperire per affrontare le difficoltà del comparto dell’autotrasporto.

Il governo teme che i problemi degli autotrasportatori possano ripercuotersi sulla distribuzione delle merci in tutto il Paese. Meloni, pur confermando la sua posizione, avrebbe manifestato la disponibilità a incontrare i rappresentanti dell’Anm e ritiene che molti magistrati possano comprendere le esigenze e le urgenze del momento.


L’Anm prepara la possibile risposta

Stefano Celli, vicesegretario dell’Associazione nazionale magistrati, ha spiegato che la decisione finale spetta all’esecutivo, ma ha lasciato aperta l’ipotesi di un’azione legale. «Utilizzeremo gli strumenti che l’ordinamento ci riconosce per far valere i nostri diritti», ha affermato commentando la mancata firma annunciata.

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Celli ha aggiunto che l’eventuale ricorso sarà esaminato alla luce dei margini disponibili e delle garanzie previste dall’ordinamento. La posizione dell’Anm è che le tutele economiche dei magistrati debbano essere difese con gli stessi strumenti riconosciuti agli altri cittadini.


Il fondo previsto per il 2027

Il quadro finanziario è inserito nel documento programmatico del bilancio approvato dall’esecutivo. Per il 2027 è indicato un accantonamento straordinario legato alle sentenze, pari a 1,9 miliardi di euro, equivalenti allo 0,08% del Pil.

Una quota consistente di quella dotazione dovrebbe servire proprio a coprire gli adeguamenti degli stipendi delle toghe. Senza la firma della presidente del Consiglio sul Dpcm, tuttavia, il provvedimento destinato a sbloccare gli aumenti resta fermo e il confronto con l’Anm rischia di spostarsi sul terreno giudiziario.

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