Tumore gastrico, la cura non può dipendere dal luogo: il piano in 7 mosse
Una nuova alleanza riunisce clinici e pazienti per ridurre le differenze regionali nell’accesso a diagnosi, terapie e assistenza.
«L’informazione è parte della cura». Claudia Santangelo, presidente dell’associazione “Vivere senza stomaco si può”, ha indicato così una delle priorità per migliorare l’assistenza alle persone con tumore gastrico. Per la rappresentante dei pazienti, servono percorsi più chiari, équipe multidisciplinari, strutture esperte e indicazioni precise lungo tutte le fasi della malattia.
Santangelo ha inoltre sottolineato il valore del collegamento tra ospedale e territorio, insieme al contributo del medico di medicina generale per arrivare a diagnosi più tempestive. In questa prospettiva, il coinvolgimento stabile delle associazioni dovrebbe accompagnare sia la progettazione sia la verifica dei percorsi di cura.
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Il paziente chiede continuità
La necessità di mettere la persona al centro riguarda anche l’organizzazione dell’assistenza. Tra gli obiettivi indicati figurano una maggiore integrazione tra gli specialisti, il sostegno psicologico e una valutazione sistematica della qualità della vita, aspetti che si affiancano alla gestione clinica della patologia.
Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi anche il ruolo della chirurgia, l’approccio multidisciplinare, la nutrizione clinica e le prospettive legate alle nuove possibilità terapeutiche. A discuterne sono stati Maria Bencivenga, professoressa associata di Chirurgia all’Università di Verona, Riccardo Caccialanza, direttore di Dietetica e Nutrizione Clinica alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, e Alberto Puccini, medico oncologo dell’Unità Gastrointestinale di Humanitas Research Hospital di Rozzano.
Test e terapie più personalizzati
Ogni anno in Italia vengono individuati circa 14.000 nuovi casi di tumore gastrico. Il problema, secondo quanto emerso durante l’iniziativa, è che manca ancora un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale nazionale dedicato: questa assenza può tradursi in differenze territoriali nell’accesso agli esami utili a definire il trattamento più adatto.
Carmine Pinto, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica del Clinical Cancer Centre dell’Irccs Azienda USL di Reggio Emilia, ha spiegato: «Nel carcinoma gastrico la caratterizzazione bio-patologica è uno strumento indispensabile per scegliere la migliore terapia e consente di adattare le cure al profilo biologico di ciascun paziente». Rendere disponibili questi test in modo uniforme, ha aggiunto, significa applicare concretamente la medicina personalizzata, con possibili effetti sulla risposta ai trattamenti, sulla sopravvivenza e sul benessere quotidiano.
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Le sette priorità dell’Alleanza
Per affrontare le criticità sono state individuate sette linee di intervento: creare un modello nazionale di Pdta; inserire stabilmente la nutrizione clinica nell’assistenza; fissare requisiti comuni per i centri che curano questa neoplasia; uniformare gli standard della prima fase diagnostica; misurare la qualità della vita e offrire supporto psicologico; rendere più efficace il passaggio di informazioni tra strutture ospedaliere e servizi territoriali; coinvolgere in modo strutturato le associazioni dei pazienti nella realizzazione e nella valutazione dei percorsi.
Le proposte sono state presentate alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’Alleanza per l’Innovazione nel tumore gastrico, promossa da AstraZeneca con il supporto organizzativo di Nomos Centro Studi Parlamentari. Il progetto riunisce professionisti della sanità e rappresentanti dei pazienti per definire soluzioni condivise e ridurre le differenze nell’assistenza.
L’obiettivo dell’assistenza uniforme
Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari Sociali della Camera e promotrice dell’iniziativa, ha richiamato il principio dell’equità: «Non possiamo permettere che il diritto alla salute dipenda dal luogo in cui si vive. Garantire gli stessi livelli di assistenza in tutto il Paese deve essere una priorità nazionale». La parlamentare ha collegato questo obiettivo alla necessità di offrire diagnosi, trattamenti e presa in carico appropriati in ogni area d’Italia.
I lavori sono stati moderati da Giacomo Alessandrini, direttore Healthcare & Life Sciences di Nomos Centro Studi Parlamentari. Il confronto ha quindi riunito competenze cliniche, organizzative e associative attorno alla costruzione di un modello più omogeneo per le persone colpite da tumore gastrico.
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