Testolin decade, la Corte d'Appello conferma la sua ineleggibilità
La sentenza torinese chiude il secondo grado: ora la maggioranza deve scegliere un successore entro 60 giorni.
Renzo Testolin è decaduto dalla presidenza della Regione Autonoma Valle d’Aosta. La Corte d’Appello di Torino ha respinto il suo ricorso e confermato l’ineleggibilità legata al limite dei mandati.
La decisione apre la partita per la successione, con una maggioranza già indebolita dagli equilibri interni. Mercoledì 28 ottobre, alla riunione del Consiglio regionale, inizieranno le trattative per indicare il nuovo presidente: se l’intesa non arriverà entro 60 giorni, la Valle d’Aosta dovrà tornare al voto.
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La corsa al nuovo presidente
Tra i nomi considerati c’è Aurelio Marguerettaz, capogruppo dell’Union valdotaine ed ex assessore. La sua candidatura può contare sui 23 anni trascorsi nell’Assemblea valdostana, ma pesa il risultato delle ultime elezioni, quando è stato l’undicesimo consigliere eletto nella lista del Leone Rampante.
La componente più tradizionale dell’Union valdotaine guarda a Marguerettaz, mentre esponenti più giovani e diversi sindaci valutano una soluzione alternativa. Tra le ipotesi figura Davide Sapinet, assessore alle opere pubbliche. La scelta dovrà tenere conto dei rapporti di forza nella coalizione formata da Union valdotaine, Centro Autonomista e Forza Italia.
Maggioranza con numeri ridotti
Con la decadenza, Testolin mantiene il ruolo di consigliere regionale ma non guida più l’esecutivo. La sua presenza aveva favorito la mediazione tra le diverse anime della maggioranza, che ora dispone di margini più stretti e deve affrontare tensioni già emerse nei mesi scorsi.
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Per l’Union valdotaine la stabilità resta la priorità, ma le opzioni sul tavolo non garantiscono un sostegno compatto. Nei colloqui politici viene valutato anche il coinvolgimento di Lega Vda e Fratelli d’Italia, inizialmente attraverso un appoggio esterno. Una scelta simile sposterebbe verso destra l’asse della maggioranza e potrebbe incontrare resistenze nella base autonomista.
Le motivazioni dei giudici
La Corte torinese ha confermato la decisione già presa dal Tribunale di Aosta, che aveva dichiarato Testolin ineleggibile e ne aveva stabilito la decadenza. L’esponente di punta dell’Union valdotaine era stato il candidato più votato alle elezioni regionali del settembre 2025, con 3.808 preferenze.
I suoi legali avevano sostenuto che la contestazione fosse stata presentata fuori tempo e avevano chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso per mancanza di giurisdizione, legittimazione e interesse. I giudici hanno definito infondati i motivi dell’impugnazione.
Secondo la sentenza, Testolin aveva ricoperto incarichi nella Giunta regionale per tre legislature consecutive. Da qui, in base alla normativa regionale, l’esistenza della causa di ineleggibilità per la legislatura attuale. La Corte ha inoltre precisato che non risultava più da esaminare la questione relativa alla forma di governo regionale e al divieto di un terzo mandato, non essendo stata riproposta in appello.
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