Milano, Tajani conferma i militari finché serviranno
Il presidio di Strade Sicure sarà rafforzato con 500 uomini per sostenere forze dell’ordine e polizia locale
Il contingente militare aggiuntivo resterà a Milano fino a quando sarà ritenuto necessario. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto oggi in piazza Duomo sul rafforzamento dell’operazione Strade Sicure.
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Il rafforzamento del presidio
Il dispositivo prevede l’impiego di 500 militari in più, con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza della città e di tutelare le attività commerciali e la libera circolazione. Tajani ha chiarito che la durata della presenza non è stata fissata in anticipo: «I militari resteranno a Milano finché sarà necessario per garantire la sicurezza, il commercio e la libera circolazione».
Durante la visita, il vicepremier ha ringraziato il sottosegretario Perego, indicandolo come promotore dell’iniziativa. Tajani ha ricordato anche il suo legame con Milano e la volontà di rafforzare la presenza dello Stato sul territorio.
Il sostegno alle forze dell’ordine
Secondo Tajani, i militari affiancheranno le forze impegnate nei controlli e nella sicurezza urbana: carabinieri, polizia, Guardia di Finanza e polizia locale. Il ministro ha incontrato gli operatori presenti in città e ha rivolto loro un ringraziamento per il lavoro svolto.
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Il vicepremier ha quindi difeso la decisione del governo di aumentare il presidio, spiegando che l’intervento serve a sostenere le strutture già impegnate nella gestione della sicurezza. La misura arriva mentre i sindaci di centrosinistra chiedono un confronto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulle tensioni registrate in diverse città.
La richiesta dei sindaci
A chi gli chiedeva se l’incontro con i primi cittadini sarebbe stato organizzato, Tajani ha lasciato la decisione a Meloni. «Sarà il presidente del Consiglio a decidere cosa fare», ha risposto, ribadendo che la priorità indicata dal governo è garantire sicurezza nei centri urbani.
Tajani ha aggiunto che l’esecutivo intende intervenire anche sulle esigenze dei giovani. A suo avviso, le risposte saranno contenute nella manovra che sarà esaminata dal prossimo Consiglio dei ministri.
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