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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Terra Madre, Nappini rilancia la diversità: il messaggio da Torino

Al Teatro Regio, davanti a Sergio Mattarella, la presidente di Slow Food Italia ha legato il cibo alla giustizia, alla pace e alla tutela degli ecosistemi.

La sfida, per Barbara Nappini, passa da una scelta netta: difendere la diversità come risposta alla distruzione, all’iniquità e alla crisi degli ecosistemi. Dal palco di Torino, all’avvio di Terra Madre Salone del Gusto, la presidente di Slow Food Italia ha trasformato l’inaugurazione in un appello politico e civile, davanti anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.


Il cibo come diritto per tutti

Nappini ha collegato il tema dell’alimentazione a una visione più ampia del mondo, sostenendo che il cibo “buono pulito e giusto” non può essere un privilegio. Nel suo intervento ha insistito sul fatto che acqua, terra, aria, piante e animali rappresentano le basi della vita e vanno trattati come beni da rispettare.

Ha poi ribadito che questa prospettiva riguarda tutti, perché chiunque abbia bisogno di nutrirsi entra in relazione diretta con questi elementi. Nel messaggio pronunciato al Teatro Regio, la presidente di Slow Food Italia ha invitato a non farsi scoraggiare da chi giudica ingenui o sognatori coloro che scelgono di valorizzare la diversità.


La diversità come risposta alla crisi

Il passaggio più politico del suo discorso è arrivato quando ha descritto un presente segnato da ecosistemi in sofferenza e, allo stesso tempo, da leader mondiali che secondo lei sembrano spinti da una corsa irresponsabile verso guerra e tecnologia. Da qui il richiamo a un’alternativa fondata su equilibrio, giustizia e pace.

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“Siate e coltivate diversità: vi condurrà a costruire dove c'è distruzione, ristabilire equilibrio dove c'è iniquità, portare il bello e il buono dove c'è bruttura, ravviverà la vostra fame di giustizia. E di pace”, ha detto. Il senso del suo intervento è stato quello di presentare la diversità non come un tema accessorio, ma come una strada concreta per reagire al collasso degli ecosistemi.


Agricoltura, complessità e responsabilità

Nappini ha poi spostato il focus sull’agricoltura, descritta come un sistema che vive di relazioni complesse e di dialogo continuo tra gli elementi degli ecosistemi. Secondo la presidente di Slow Food Italia, la sua forza sta in equilibri antichi e fragili che hanno sempre avuto un obiettivo preciso: salvaguardare la vita.

In questo quadro, ha aggiunto, preservare la vita impone una scelta di fondo, un “oppure” che chiama in causa i delegati di Terra Madre e, più in generale, milioni di contadini, pastori, pescatori, cuochi e artigiani. È a loro, nel ragionamento della presidente, che spetta il compito di incarnare un modello capace di tenere insieme cibo, diritti e tutela dell’ambiente.

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