Tav, duecento in piazza dopo gli assalti: il messaggio di Giachino
A Torino la mobilitazione a favore della Torino-Lione richiama il tema degli scontri nei cantieri e del confronto politico senza violenza.
A Torino circa duecento persone hanno partecipato alla manifestazione a sostegno della Torino-Lione. Dal presidio, Mino Giachino ha rilanciato la condanna degli episodi avvenuti nei cantieri e ha sottolineato la distanza rispetto alle mobilitazioni del passato: nel 2018 i partecipanti erano stati oltre 30.000, mentre nel 2019 erano scesi a circa 20.000.
Giachino riporta il tema agli scontri
Il promotore dell’iniziativa ha spiegato che il contesto odierno è diverso da quello del 2018. Allora, secondo Giachino, il progetto era esposto al rischio di uno stop politico perché il governo in carica disponeva della maggioranza parlamentare necessaria per interromperlo.
Oggi, invece, al centro della protesta ci sono gli assalti del 25 luglio contro i cantieri della Torino-Lione in Val di Susa. Giachino ha definito quell’attacco particolarmente duro e ha espresso preoccupazione per ciò che potrebbe accadere con l’avvio dei lavori nella Piana di Susa, quando il numero degli operai potrebbe passare da 50 a 1000.
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«La violenza» non entra nella democrazia
Dal palco, Giachino ha sintetizzato il significato della giornata con un appello diretto: «Oggi diciamo no alla violenza. La violenza non può essere concepita come mezzo di azione politica». Nelle sue parole, anche la valutazione di alcuni atti di sabotaggio come episodi ordinari rappresenterebbe un fatto molto grave.
Il promotore della manifestazione ha poi richiamato i principi della Repubblica nata dalla Resistenza. In questo quadro, ha osservato, chi sostiene posizioni opposte non dovrebbe essere considerato un nemico, ma un avversario politico: il confronto può essere aspro, senza trasformarsi in aggressione. A sostegno di questa idea ha ricordato anche una frase attribuita ad Alcide De Gasperi, secondo cui la diversità costituisce una ricchezza.
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