Tajani rilancia a New York: stop subito ai raid e più aiuti a Kiev
All’Onu il ministro degli Esteri chiede a Mosca un passo serio verso i colloqui e avverte sui rischi delle offensive ibride per l’Europa.
La linea italiana su Ucraina e Russia, espressa da Antonio Tajani all’Assemblea generale dell’Onu, mette insieme sostegno a Kiev, richiesta di un cessate il fuoco e allarme per la sicurezza europea. Il ministro degli Esteri ha ribadito che Roma considera prioritaria una pace stabile e ha insistito sulla necessità che Mosca si muova in modo concreto sul terreno dei negoziati.
Un appello diretto a Mosca
Tajani ha richiamato il peso della guerra dopo cinque anni dall’avvio dell’aggressione russa, definendo netta la posizione del governo guidato da Giorgia Meloni: l’Italia resta al fianco dell’Ucraina e della sua popolazione. Nel suo intervento ha anche condannato gli attacchi contro infrastrutture civili ed energetiche, indicandoli come un ostacolo a qualsiasi prospettiva di pace.
Il ministro ha poi chiarito che l’Italia continuerà a sostenere il dialogo e le soluzioni diplomatiche, ma pretende da Mosca un cambio di passo. In questo quadro ha ricordato che la Russia, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza, ha una responsabilità particolare e non può sottrarsi a un atteggiamento costruttivo.
Il fronte europeo e il sostegno a Kiev
Nel passaggio dedicato alle minacce ibride, Tajani ha avvertito che queste azioni stanno compromettendo la sicurezza del continente. Ha citato la solidarietà italiana alla Germania dopo gli episodi registrati all’aeroporto di Lipsia e ha sottolineato la necessità di evitare ogni escalation, ribadendo che l’Europa dovrà restare compatta.
Accanto al richiamo diplomatico, il ministro ha insistito sulla componente umanitaria. Con l’inverno che si avvicina, ha chiesto un cessate il fuoco immediato e ha definito urgente l’assistenza alla popolazione colpita dalla guerra.
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Tajani ha spiegato che l’Italia sta preparando un nuovo pacchetto di sostegno per il settore energetico ucraino, con l’invio di generatori e un aiuto alle famiglie che hanno perso la casa. Ha inoltre confermato che Roma resterà in prima linea anche nella ricostruzione del Paese, coinvolgendo pure le principali aziende italiane.
L’Italia e la linea del dialogo
Nelle sue parole è riemersa anche una precisazione politica: l’Italia non è in guerra con la Federazione Russa. Il messaggio, scandito in modo esplicito, serve a tenere distinto il sostegno a Kiev da un coinvolgimento diretto nel conflitto.
Resta però fermo il punto centrale del discorso: secondo il ministro, la via d’uscita passa da negoziati seri, da una pausa immediata delle ostilità e da un impegno più responsabile da parte di Mosca. Solo così, nella lettura di Tajani, potrà aprirsi uno spazio credibile per una pace duratura.
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