Antisemitismo, la frattura resta: il ddl verso l’Aula senza il Pd
La commissione della Camera ha dato l’ultimo via libera prima dell’esame parlamentare, ma il voto conferma le profonde distanze tra le forze politiche
L’appello all’unità lanciato da Liliana Segre non ha ricomposto le divisioni sul disegno di legge contro l’antisemitismo. In commissione Affari Costituzionali della Camera, il mandato al relatore è passato con una maggioranza articolata: il Pd non ha partecipato alla votazione, mentre +Europa ha scelto l’astensione.
Segre chiede unità, il confronto resta aperto
La senatrice a vita aveva sollecitato tutti i partiti a sostenere il provvedimento, anche accettando modifiche capaci di venire incontro alle obiezioni delle opposizioni. Segre si era detta “incredula di fronte alle divisioni” su una questione nella quale, a suo giudizio, “un Paese civile dovrebbe ritrovarsi unito”.
Il principale punto di contrasto riguarda la definizione di antisemitismo inserita nel testo, che riprende quella dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, nota con l’acronimo Ihra. Le forze contrarie temono che alcuni esempi possano confondere la condanna del pregiudizio antiebraico con la critica alle decisioni del governo israeliano.
L’opposizione contesta la definizione
Alfonso Colucci, intervenuto per il Movimento 5 Stelle, ha sostenuto che la formulazione non separi con sufficiente chiarezza l’odio antisemita dalla libertà di giudizio sull’operato di un’amministrazione. Secondo il deputato, gli esempi contenuti nella definizione rischiano di comprimere un diritto fondamentale invece di rafforzare il contrasto all’antisemitismo.
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Filiberto Zaratti, per Alleanza Verdi e Sinistra, ha definito la formulazione dell’Ihra “sfuggente e ambigua”, perché potrebbe coinvolgere anche chi critica le politiche di Israele e Benjamin Netanyahu. Avs ha confermato il proprio “no netto” e ha indicato nella Dichiarazione di Gerusalemme una possibile base alternativa, chiedendo inoltre che il testo condanni fascismo e nazismo.
Il testo ora attende Montecitorio
Nel voto in commissione, la maggioranza e Italia Viva hanno sostenuto il mandato al relatore. Contrari sono risultati Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Futuro nazionale; +Europa si è astenuta, mentre il Partito Democratico non ha preso parte alla votazione. Roberto Giachetti, esponente di Italia Viva, ha parlato di “un’occasione mancata” per non aver raccolto l’invito di Segre.
Di segno opposto la valutazione di Alessandro Urzì, esponente di Fratelli d’Italia, secondo cui il provvedimento rappresenta “un mattone fondamentale per porre un argine contro il dilagante fenomeno dell’antisemitismo”. Il testo, già approvato dal Senato, dovrebbe arrivare al voto dell’Aula di Montecitorio entro la metà di ottobre circa.
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