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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Stefania Craxi: tre modifiche per la exit tax

La senatrice di Forza Italia chiede garanzie per nuovi residenti e trasferimenti verso altri Paesi dell’Unione europea.

Stefania Craxi ha chiesto tre modifiche alla exit tax inserita nella manovra. La presidente dei senatori di Forza Italia ha annunciato un lavoro parlamentare con governo e maggioranza.

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Il lavoro sulla norma

Craxi ha spiegato che Forza Italia intende intervenire sul testo insieme all’esecutivo e agli altri gruppi della maggioranza. L’obiettivo, ha detto, è correggere la disciplina senza modificarne l’impostazione generale.

La senatrice ha infatti precisato di condividere la ratio della misura, ma ha giudicato necessario rivederne alcuni passaggi. «Lavoreremo in Parlamento, insieme al governo e alla maggioranza, per migliorare la norma», ha dichiarato.


Le regole per chi si trasferisce

Un intervento riguarda chi beneficia del regime destinato ai nuovi residenti. Secondo Craxi, lo Stato dovrebbe rispettare gli impegni assunti con chi ha già scelto questo sistema, evitando cambiamenti applicati quando il percorso è già iniziato.

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La terza richiesta riguarda invece i trasferimenti verso un altro Paese dell’Unione europea. La proposta è prevedere un rinvio integrale dell’imposta, senza l’anticipo del 50% né la garanzia oggi prevista, meccanismi che secondo la senatrice potrebbero creare problemi rispetto al diritto europeo e alla Corte di giustizia dell’Unione europea.


La tassazione dei beni

Il primo correttivo indicato da Craxi riguarda la base imponibile. A suo avviso, dovrebbe essere considerata soltanto la ricchezza maturata in Italia, prendendo come riferimento il valore dei beni registrato quando il contribuente arriva nel Paese.

La parlamentare ha richiamato il criterio già applicato alle imprese. La sua richiesta è quindi di allineare anche per le persone fisiche il calcolo dell’imposta a una valorizzazione collegata al momento dell’ingresso in Italia.

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