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Politica 2 min di lettura5 giorni fa

Spazio militare, Londra accelera: 9 miliardi per il nuovo fronte

La Royal Air Force prepara il primo reparto dedicato alle operazioni in orbita, mentre il Regno Unito fissa un investimento da 7,8 miliardi di sterline entro il 2030 e il dibattito si allarga a Stati Uniti, Cina e Russia.

Il confronto sullo spazio militare non riguarda più solo la teoria: Londra ha deciso di puntare con forza su questo nuovo scenario, mettendo in campo 7,8 miliardi di sterline, pari a circa 9 miliardi di euro, da qui al 2030. A far scattare l’attenzione è anche il fatto che la Royal Air Force ha annunciato la nascita del suo primo reparto specializzato nelle operazioni oltre l’atmosfera.


La nuova corsa alle orbite

Secondo l’impostazione illustrata dal ministero britannico, l’obiettivo principale è ostacolare, indebolire e bloccare le capacità avversarie in orbita. Allo stesso tempo, il perimetro dell’iniziativa non esclude missioni di tipo offensivo, almeno sulla carta.

Il messaggio politico è stato affidato al ministro della Difesa Wes Streeting, che ha collegato questa fase a una lunga evoluzione storica. «Nell 800 contava il dominio dei mari, nel 900 quello dei cieli, oggi la partita si gioca nello spazio», ha spiegato.


Washington, Pechino e Mosca osservano

L’annuncio britannico arriva a ridosso di quello statunitense. Pochi giorni fa, infatti, Washington ha confermato di disporre già di armamenti in orbita, senza però rivelare di quali sistemi si tratti né in quale quantità siano stati dispiegati.

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Quella comunicazione ha provocato una reazione netta da parte della Cina, che ha chiesto di evitare che lo spazio venga trasformato in un teatro di guerra. Anche la Russia, per voce del Cremlino, ha ribadito la richiesta che resti privo di armi. In questo quadro, la scelta di Londra si inserisce in una tensione internazionale già in crescita.


Dalla fantascienza al piano militare

Per anni l’idea di combattimenti tra satelliti, laser e astronavi è rimasta confinata ai film e ai romanzi. Ora, però, quel confine appare molto più sottile: la costruzione di un reparto dedicato alla guerra nello spazio segna un salto concreto nelle strategie di difesa.

La Royal Air Force non ha presentato la mossa come un esercizio simbolico, ma come un tassello di una più ampia preparazione militare. L’investimento fino al 2030 conferma che il dossier non è destinato a restare marginale.

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