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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Sono già 51: Mattarella chiede regole per le Giornate nazionali

Dopo la promulgazione della Giornata del riciclo della carta, il presidente invita Camera e Senato a limitare nuove ricorrenze e a valutare strumenti diversi dalla legge.

Il calendario delle Giornate nazionali conta ormai 51 ricorrenze, oltre alle Feste nazionali, e secondo Sergio Mattarella il numero rischia di svuotarne il significato. Il presidente della Repubblica ha affidato le sue perplessità a una lettera indirizzata ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.

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Il monito dopo due promulgazioni

L’intervento del Quirinale è arrivato dopo la firma della legge che introduce la Giornata nazionale del riciclo della carta. Mattarella ha spiegato di averla promulgata perché non presentava evidenti problemi di costituzionalità, come già accaduto pochi giorni prima con il provvedimento dedicato alla Giornata nazionale della meraviglia.

Proprio questa successione ha spinto il capo dello Stato a richiamare l’attenzione del Parlamento. Nella missiva osserva che le leggi sulle Giornate dedicate a valori, avvenimenti, obiettivi o aspetti della vita sono aumentate rapidamente: nelle ultime tre legislature ne sono state approvate 36, venti delle quali durante quella attuale.


Troppe ricorrenze, efficacia a rischio

Secondo Mattarella, le nuove ricorrenze non seguono un criterio uniforme. Alcune hanno un importante valore simbolico o commemorativo, mentre altre, a suo giudizio, non sembrano avere lo stesso rilievo. Il presidente ha inoltre ricordato che molte norme affidano a uffici pubblici, enti e soprattutto scuole il compito di organizzare attività didattiche e divulgative.

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È proprio sul sistema scolastico che si concentra una parte decisiva del richiamo. Chiedere agli istituti di occuparsi di tutte le ricorrenze previste dalla legge rischia di sottrarre spazio all’insegnamento ordinario. «Diventa inoltre sempre più difficile, addirittura inverosimile, richiedere che le scuole possano assolvere tutti i compiti che vengono loro affidati», ha scritto il presidente.


La proposta: meno leggi celebrative

Mattarella non mette in discussione il valore di ogni singola Giornata, ma invita le Camere a rallentare la tendenza a istituirne di nuove. Con un calendario tanto fitto, sostiene, diventa difficile garantire a ciascuna iniziativa una reale capacità di sensibilizzazione.

La conclusione della lettera apre a una soluzione alternativa: gli obiettivi di memoria e promozione dei valori potrebbero essere perseguiti anche attraverso strumenti diversi dalla legge. «Il cui numero, del resto, rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un’autentica efficacia delle loro previsioni», ha avvertito Mattarella, sollecitando un contenimento entro limiti ragionevoli.

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