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Politica 2 min di lettura56 min fa

Siher libero, De Luca lo critica e difende il gip

Il sindaco di Salerno commenta i video online e richiama i giovani alla prudenza dopo la scarcerazione

Youssef Siher è stato scarcerato e Vincenzo De Luca ha commentato la decisione con due video pubblicati online. Il sindaco di Salerno ha alternato ironia, critiche ai contenuti diffusi in rete e rispetto per il provvedimento del giudice.

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Le accuse e l’ironia del sindaco

Siher era stato indicato come possibile mente del movimento nato dopo gli scontri del 17 ottobre. De Luca ha rievocato l’attesa per l’identificazione dell’uomo ritenuto responsabile della diffusione di messaggi e incitamenti alla violenza, osservando poi che l’immagine del giovane non corrispondeva alle aspettative alimentate dal caso.

Nel primo filmato il sindaco ha paragonato la figura di Siher a quella, idealizzata, di Che Guevara. Il confronto è stato accompagnato da espressioni molto dure sull’aspetto fisico del giovane e dalla battuta secondo cui l’Italia sarebbe passata dai vecchi simboli rivoluzionari a protagonisti ritenuti assai meno credibili.

De Luca ha anche criticato la circolazione di fotografie, registrazioni e video relativi all’indagine. A suo giudizio, la diffusione pubblica di quelle immagini avrebbe dovuto richiamare l’attenzione dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.


L’appello rivolto ai ragazzi

Dopo aver definito positiva la liberazione di Siher, il sindaco ha invitato i giovani a non sottovalutarne la possibile pericolosità. Il messaggio, espresso con tono ironico, è stato quello di evitare di coinvolgerlo nelle manifestazioni per non esporsi a conseguenze negative.

De Luca ha sostenuto che il giovane non sarebbe pericoloso per una particolare forza politica o rivoluzionaria, bensì per l’influenza che potrebbe esercitare in modo meno visibile. Per spiegare il concetto ha richiamato Rosario Chiarchiaro, personaggio delle opere di Luigi Pirandello.

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Il rispetto per la decisione giudiziaria

In un secondo video, pubblicato alcune ore più tardi, De Luca ha precisato la propria posizione sul procedimento. «In un Paese civile, quando non vi sono prove certe di una responsabilità penale, non si va in galera», ha detto, richiamando la scelta del giudice per le indagini preliminari di Milano.

Secondo il sindaco, occorre distinguere tra l’irresponsabilità dei messaggi pubblicati e l’esistenza di prove sufficienti per contestare reati specifici. Se non è stato dimostrato un collegamento diretto con il terrorismo, ha aggiunto, la decisione di scarcerare Siher deve essere rispettata.

De Luca ha però ricordato le preoccupazioni espresse da forze dell’ordine e commercianti dopo i disordini. Ha citato aggressioni, furti e attacchi con martelli, spranghe, pietre e bombe carta contro negozi e agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico.

Nel passaggio finale, il sindaco ha osservato che i social network possono rendere più rapida e difficile da controllare la diffusione di messaggi capaci di alimentare disordine e violenza. Pur distinguendo l’assenza di prove per l’accusa di terrorismo dai giudizi sui contenuti pubblicati, ha definito intollerabile la quantità di messaggi da lui attribuiti a Siher.

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