Cosimo Ferri torna al Csm e difende il passato
Dopo il caso Palamara, l’ex consigliere rivendica i propri diritti e promette di rientrare senza vergogna.
Cosimo Ferri è stato rieletto al Consiglio superiore della magistratura. A sette anni dallo scandalo dell’hotel Champagne, annuncia il ritorno nell’organo di governo autonomo della magistratura rivendicando il proprio percorso.
Ferri ha respinto ogni ipotesi di imbarazzo per il passato: «Vergognarmi del mio passato? No, davanti alle Corti mi sono difeso, ho esercitato tutti i miei diritti».
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Il ritorno al Consiglio
La nuova elezione arriva dopo la stagione degli scandali legati ai rapporti tra magistratura e politica. Il caso Palamara aveva riportato al centro del dibattito le interlocuzioni tra toghe, esponenti politici e candidature per gli incarichi direttivi.
Nel rivendicare il proprio rientro, Ferri ha sostenuto di poter ancora offrire un contributo al Consiglio. «Oggi rivendico la volontà e la capacità di dare una mano», ha affermato, spiegando di voler affrontare il nuovo incarico senza rinnegare le proprie scelte.
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Il rapporto con la politica
Ferri ha inoltre definito fisiologico il confronto con la politica, purché si svolga nel rispetto dei ruoli. Il tema era già emerso nelle vicende che avevano preceduto lo scandalo dell’hotel Champagne e aveva alimentato il confronto sull’autonomia della magistratura.
Il neo-rieletto ha indicato come obiettivo un ingresso nel Consiglio «a testa alta». La frase segna il tono con cui intende affrontare il ritorno, dopo gli anni trascorsi tra il dibattito pubblico e le difese esercitate davanti alle Corti.
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