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Politica 1 min di lettura17 min fa

Nordio sul caso Siher: nessun ispettore a Milano

Il ministro rispetta i giudici, ma definisce ben motivata la richiesta della Procura e teme tensioni tra politica e magistratura.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha escluso l’invio di ispettori a Milano dopo che il gip non ha convalidato l’arresto di Youssef Siher. Il trentenne aveva creato l’account del “Movimento 17 ottobre”.

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La posizione sul provvedimento

Nordio ha detto di rispettare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, anche in ragione del suo passato da magistrato. Ha però ammesso di essere rimasto sorpreso dalla decisione del gip, ritenendo particolarmente solide le ragioni presentate dalla Procura per chiedere il fermo.

“Non c’è alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano”, ha chiarito il ministro, prendendo le distanze dall’ipotesi di verifiche sull’operato dei giudici. La vicenda aveva già provocato reazioni politiche, compresa quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva indicato Siher come il regista dei disordini del 17 e 18 ottobre 2026.


Il timore per lo scontro istituzionale

Nordio ha invitato a evitare che il caso riaccenda il confronto tra istituzioni politiche e magistratura. “Spero che questo non alimenti nuove conflittualità tra politica e magistratura”, ha affermato commentando il mancato avallo dell’arresto.

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Il ministro ha poi allargato il ragionamento alle proteste svoltesi in diversi Paesi europei. La contemporaneità delle manifestazioni in Italia, Francia, Spagna e Albania, secondo Nordio, può alimentare il dubbio che non si tratti soltanto di iniziative spontanee.


Le manifestazioni in Europa

Nel suo intervento, il guardasigilli ha osservato che dopo il 1968 non si era verificata una presenza così ampia di cortei, inclusi quelli con la partecipazione di minorenni, non collegati a ideologie politiche definite.

Nordio ha comunque ribadito che la libertà di esprimere il dissenso attraverso le manifestazioni deve essere tutelata. Ha inoltre sostenuto che il nuovo decreto sui cortei abbia già mostrato la propria efficacia.

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