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Politica 2 min di lettura24 set

Scuola, stretta su veli integrali e classi: la bozza che cambia tutto

Nel decreto atteso in Consiglio dei ministri entrano limiti per le classi, regole sul volto coperto e corsi gratuiti di italiano per alcuni genitori stranieri.

Per alcuni genitori stranieri scatteranno percorsi gratuiti di alfabetizzazione e di italiano, con l’obiettivo di superare ostacoli linguistici che frenano il rapporto con la scuola e il cammino formativo dei figli. L’intervento potrà essere affiancato da servizi sociali e da un percorso nei Cpia, fino al raggiungimento di una certificazione almeno di livello A2.

Resta fuori da questi obblighi chi presenta limiti seri nell’apprendimento della lingua per età, patologie o disabilità, purché la condizione sia attestata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.


Niente volto coperto a scuola

La bozza del decreto legge sulla scuola, attesa oggi in Consiglio dei ministri, stabilisce anche che non si potrà entrare in classe né partecipare ai colloqui scuola-famiglia con il viso coperto. Il divieto vale pure durante le attività didattiche e quelle extrascolastiche, salvo motivi sanitari o esigenze di sicurezza.

La norma riguarda qualsiasi modalità che impedisca di riconoscere il volto. Se viene violata, la sanzione amministrativa prevista va da 200 a 1.000 euro; quando a commettere l’infrazione è un minore, la multa può ricadere anche sul genitore o su chi esercita la responsabilità genitoriale, a meno che il fatto non integri un reato.


Il tetto alle classi con più stranieri

Un altro punto centrale del testo è il limite del 30% nelle prime classi della primaria, della secondaria di primo grado e delle superiori. Dal 2027/2028 il vincolo sarà applicato, per la primaria, agli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; per gli altri gradi di istruzione entrerà in gioco il criterio dei tre anni con esito positivo nel sistema nazionale.

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Se quel numero non fosse raggiungibile, gli uffici scolastici territoriali dovranno muoversi insieme ai dirigenti per riequilibrare la distribuzione degli studenti tra istituti vicini, tenendo presenti la prossimità e le esigenze delle famiglie. Per sostenere le scuole che non riuscissero a rientrare nel limite, il decreto assegna inoltre 3,4 milioni nel 2027 e 14,1 milioni l’anno dal 2028.


Più lingua, più integrazione

Nel complesso, il provvedimento punta a rafforzare l’integrazione scolastica attraverso strumenti diversi: da un lato il contenimento delle classi con una presenza elevata di studenti stranieri, dall’altro il sostegno linguistico ai genitori quando la barriera della lingua ostacola il dialogo con la scuola.

La bozza lega infatti il tema dell’italiano anche alla partecipazione delle famiglie alla vita scolastica, immaginando un percorso strutturato per ridurre le difficoltà comunicative e favorire il coinvolgimento nel percorso educativo dei figli.

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