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Politica 2 min di lettura22 set

Scuola e stranieri, la frase di Meloni fa esplodere le opposizioni

Dopo il passaggio della premier su Mattarella e sul tetto agli studenti stranieri in classe, Pd, Avs e M5s parlano di strumentalizzazione e di attacco al Quirinale.

Il nodo non è solo la proposta sul numero di alunni stranieri per classe: a far salire la tensione è stato il richiamo di Giorgia Meloni a Sergio Mattarella, finito al centro di una raffica di accuse da parte delle opposizioni.


Schlein e Pd all'attacco

A scatenare la reazione è stata la replica della presidente del Consiglio a '5 Minuti', dove ha richiamato il passato del capo dello Stato da ministro dell'Istruzione per difendere la misura che il governo intende introdurre. Da lì è partita la controffensiva del Pd.

Elly Schlein ha parlato di un gesto che trascinerebbe il presidente della Repubblica nella polemica politica del momento, definendolo una provocazione e segno di «totale mancanza di senso dello Stato». Sulla stessa linea Chiara Braga, che ha accusato Meloni di cercare uno scudo politico per una proposta ritenuta sbagliata e ha ribadito che la scuola non deve costruire barriere. Francesco Boccia ha aggiunto che le parole di Mattarella erano un messaggio di apertura e ha giudicato «squallido» il tentativo di strumentalizzarle.

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Avs e M5s parlano di propaganda

Anche Angelo Bonelli ha criticato duramente la premier, sostenendo che non stia affrontando i problemi reali della scuola pubblica, dai precari agli edifici da rimettere a posto fino all’assistenza agli studenti con disabilità. Per il deputato di Avs, il governo starebbe usando l’istruzione come terreno di propaganda e finirebbe per aprire uno scontro istituzionale con il Quirinale.

Critiche simili sono arrivate da Luca Pirondini del Movimento 5 stelle, secondo cui Meloni o non avrebbe compreso il senso delle parole di Mattarella oppure le starebbe piegando al proprio vantaggio. Nel suo intervento ha sostenuto che la presidente del Consiglio starebbe portando avanti una campagna politica sulla pelle della scuola pubblica e che la materia, proprio per la sua delicatezza, è sempre stata affidata a circolari e non a una legge rigida. In questo quadro, per l’opposizione, il vero punto resta uno: il governo vuole fissare un tetto agli studenti stranieri, ma lo scontro si è ormai spostato sul rapporto con il Colle.

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