1026notizie oggi Scopri i vantaggi
Politica 2 min di lettura34 min fa

Scontri, Piantedosi invita a mantenere alta l’attenzione venerdì

Il ministro esclude legami tra lo sciopero del 30 ottobre e le frange violente delle proteste

Matteo Piantedosi ha chiesto di mantenere alta l’attenzione sui disordini anche nei prossimi fine settimana.

Offerta del giorno27 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis

Scade tra 65 giorni
*********


Sabato sotto controllo

Secondo il ministro dell’Interno, le misure adottate dal governo hanno contribuito a contenere le tensioni durante la giornata di sabato. La situazione, ha spiegato, è rimasta «più sotto controllo», anche se non sono mancati episodi problematici.

Piantedosi ha rivendicato la capacità di intervento delle forze di polizia e degli apparati di intelligence, definendo adeguata la risposta garantita nell’ultimo fine settimana. A suo giudizio, anche i provvedimenti approvati si sono dimostrati efficaci.


L’allerta per il 30 ottobre

Il ministro ha però invitato a non abbassare la guardia. «Non è finita lì», ha detto dal palco della convention di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, spiegando che la preoccupazione rientra nelle responsabilità del Viminale e delle istituzioni di governo.

Il prossimo appuntamento indicato da Piantedosi è lo sciopero generale del 30 ottobre. Il titolare dell’Interno ha escluso, allo stato, elementi per collegare l’iniziativa alle componenti più violente delle mobilitazioni giovanili e ha invitato a non sovrapporre organizzazioni sindacali e gruppi di protesta.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Un fenomeno oltre i confini

Piantedosi ha osservato che le principali sigle sindacali tendono a mantenere le distanze dai movimenti più radicali. Per questo, ha detto, non emergono ragioni per pensare che il sindacato di base promotore dello sciopero voglia servirsi di giovani appartenenti alle frange violente per obiettivi estranei alle rivendicazioni dichiarate.

Nel suo intervento, il ministro ha descritto le mobilitazioni come un fenomeno articolato, non riconducibile soltanto alla volontà di contrastare il governo. Ha richiamato episodi avvenuti in Francia, in altri Paesi europei e in Albania, oltre agli scontri legati alla vicenda di Ceuta in Spagna durante l’estate.


Il ruolo dei social

A collegare alcune di queste mobilitazioni, secondo Piantedosi, sarebbero anche modalità simili di attivazione attraverso i social. Gli appelli diffusi sulle piattaforme digitali possono raggiungere rapidamente molte persone, rendendo più difficile per le istituzioni esercitare un controllo completo.

Il ministro ha parlato di iniziative che, in alcuni casi, non rappresenterebbero soltanto espressioni spontanee di dissenso, ma azioni organizzate con finalità destabilizzanti e capaci di superare i confini nazionali.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere