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Politica 1 min di lettura17 ott

Scontri, Meloni chiede una condanna: la replica del Pd

Dopo il secondo intervento in un giorno, la premier invita le opposizioni a prendere posizione mentre il Partito democratico ribadisce il rifiuto della violenza.

Giorgia Meloni è tornata a parlare dopo la fine degli scontri, per la seconda volta nell’arco di ventiquattr’ore. La presidente del Consiglio ha scelto con attenzione i termini del nuovo intervento, chiedendo che le opposizioni chiariscano la propria posizione e condannino ogni forma di violenza.

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Meloni calibra il nuovo intervento

La premier ha sostenuto che le città non possano restare paralizzate dalle proteste. Nel suo appello ha affermato: «Non si possono tenere in ostaggio le città».

Questa volta Meloni avrebbe misurato maggiormente il tono, anche alla luce delle polemiche suscitate in passato dalle sue reazioni alla Flottilla e alle manifestazioni a sostegno della Palestina. In quelle occasioni aveva attaccato apertamente manifestanti e sindacati, con conseguenze pesanti sul consenso al governo.

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Il confronto con le opposizioni

Nel nuovo messaggio la presidente del Consiglio ha rivolto una richiesta precisa agli avversari politici: evitare esitazioni e pronunciarsi senza ambiguità contro le violenze. Il bersaglio delle sue parole sono state dunque anche le forze di opposizione, accusate di non assumere una posizione netta.

Dal Partito democratico è arrivata la replica sul punto centrale della vicenda: il rifiuto degli episodi violenti. Il Pd ha infatti ribadito la propria contrarietà alla violenza, mentre resta aperto il confronto politico sulle responsabilità e sulla gestione delle proteste.

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