Schulz: “L’Afd partito di massa. Merz rimarrà cancelliere, nessuno ha voluto il suo posto”
Martin Schulz riconosce l’ascesa dell’Afd come forza di massa, ma esclude che la Cdu possa ripetere il destino della Dc; nel suo ragionamento entra anche il tema della guida di Merz.
Martin Schulz, oggi alla guida della Fondazione Ebert, legge l’ascesa dell’Afd come il segnale di un partito ormai radicato nella società tedesca. A suo giudizio la formazione di estrema destra ha smesso di essere un fenomeno marginale ed è diventata una Volkspartei, capace di parlare anche a settori sociali che in passato guardavano altrove.
La Cdu non fa la fine della Dc
Nello stesso ragionamento, l’ex presidente del Parlamento Ue mette però un argine ai paragoni più drastici: secondo lui la Cdu non è destinata a dissolversi come accadde alla Democrazia Cristiana italiana. Per Schulz, dunque, il problema non è la sopravvivenza del partito di Merz, bensì la sua capacità di trovare una nuova direzione politica.
Merz resta al suo posto
Il nodo più immediato riguarda proprio il leader cristianodemocratico. Schulz riferisce che nella notte di domenica Merz avrebbe chiesto ai vertici chi fosse disposto a sostituirlo, ma avrebbe ricevuto soltanto silenzio. Da qui la convinzione che resterà cancelliere e che, almeno per ora, nessuno abbia indicato un successore credibile.
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Un cambio di leadership ancora lontano
Sul fondo resta la domanda su come la Cdu possa reagire alla pressione dell’Afd e recuperare consenso. Schulz lascia intendere che il partito abbia bisogno di un altro profilo alla guida, ma segnala anche che, nel breve periodo, non sembra esserci una figura pronta a prendere il posto di Merz.
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