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Politica 2 min di lettura26 set

Schlein accende la sfida: urne anticipate e battaglia sulla scuola

Da Portici la leader del Pd chiede un rapido ritorno al voto, critica il governo sull’istruzione e rilancia le richieste dei sindaci flegrei.

La campagna del centrosinistra riparte da Napoli con un appello alla mobilitazione. Dal palco di Portici, Gaetano Manfredi ha invitato militanti e alleati a trasformare l’entusiasmo per la Coppa America nel golfo di Napoli in spinta politica: «Con il vento in poppa andiamoci a prenderci il governo».


I sindaci chiedono risposte immediate

Il primo cittadino di Napoli ha anche sollecitato tempi rapidi per il provvedimento destinato a raccogliere gli emendamenti promossi dopo il terremoto del 31 luglio. L’obiettivo è ottenere nuove risorse per l’area flegrea e dare seguito alle richieste avanzate dagli amministratori locali.

Elly Schlein ha raccolto la preoccupazione dei sindaci e ha chiesto all’esecutivo di rafforzare i fondi previsti. Manfredi, intervenendo a sua volta, ha insistito sull’urgenza: «Ma che sia in tempi brevissimi». Piero De Luca, segretario regionale del Pd, ha garantito che con un eventuale governo del centrosinistra i rappresentanti dei territori avrebbero maggiore sostegno.


Schlein vuole riportare gli elettori alle urne

Nel suo intervento, la segretaria nazionale del Pd ha puntato soprattutto sulla prospettiva elettorale. A suo giudizio, le tensioni interne alla maggioranza, comprese quelle legate al tema del voto, rendono preferibile accorciare i tempi: «Prima si va a votare meglio è».

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Schlein ha accusato Giorgia Meloni di continuare a scontrarsi con i propri alleati e ha collegato la richiesta di elezioni ravvicinate al bilancio negativo attribuito al centrodestra. In chiusura della Festa regionale dell’Unità, ha inoltre rivendicato la linea della coalizione progressista, indicando nell’attuazione della Costituzione il riferimento centrale del suo programma.


Sulla scuola il Pd annuncia lo scontro

La leader dem ha poi preannunciato un’opposizione serrata in Parlamento contro il decreto scuola, giudicato negativamente dal Partito democratico. Nel mirino sono finiti in particolare la mancanza di risorse per gli edifici scolastici e l’assenza di interventi destinati a migliorare le retribuzioni degli insegnanti.

Schlein ha ricordato che gli stipendi dei docenti italiani restano tra i più bassi d’Europa e ha contestato le priorità del governo. Secondo la sua ricostruzione, l’attenzione alla possibilità di allontanare gli alunni stranieri dalle scuole sarebbe il risultato della rincorsa di Giorgia Meloni alle posizioni di Vannacci sulla remigrazione.

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