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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Primarie nel campo progressista: Conte rivela il piano respinto dal Pd

Il leader del Movimento 5 Stelle sostiene di aver proposto un federatore alternativo alla sfida interna, senza trovare disponibilità dagli alleati

Le primarie sembrano ormai la direzione più probabile per il campo progressista, ma Giuseppe Conte sostiene che esistesse un’alternativa al confronto diretto tra i leader. Il presidente del Movimento 5 Stelle aveva infatti offerto la propria disponibilità a individuare una figura terza, incaricata di unire le diverse forze dell’area.


La proposta alternativa alle primarie

L’idea indicata da Conte puntava su un federatore esterno alla contesa, con il compito di tenere insieme l’intero schieramento progressista. In questo modo, secondo la ricostruzione del leader pentastellato, si sarebbe potuto evitare il ricorso alle primarie.

Conte ha però spiegato che la sua apertura non avrebbe trovato un riscontro sufficiente. La disponibilità, a suo dire, c’era stata, ma dagli interlocutori non sarebbero arrivate aperture concrete verso questa soluzione.

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Il confronto con il Pd resta aperto

Il passaggio alimenta il confronto con il Partito Democratico, mentre lo scenario delle primarie appare sempre più vicino. Conte non si è tirato indietro rispetto a questa eventualità, ma ha voluto chiarire che non la considera l’unico percorso possibile.

La sua posizione mette quindi agli atti un tentativo diverso: costruire una candidatura di sintesi invece di affidare la scelta a una sfida tra i principali leader. Senza un accordo su questa strada, il campo progressista resta orientato verso le primarie.

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