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Politica 2 min di lettura22 min fa

Santanchè, il caso dei 3,3 milioni arriva davanti al giudice

La Procura di Milano ha chiesto il processo per la senatrice e altre 14 persone: al centro i fallimenti di quattro società e i fondi ottenuti durante la pandemia.

La richiesta della Procura di Milano apre una nuova fase giudiziaria per Daniela Santanchè. I pubblici ministeri Luigi Luzi e Guido Schininà, con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano, hanno sollecitato il rinvio a giudizio della senatrice di Fratelli d’Italia, di altre 14 persone e di una società.

Nel fascicolo compaiono ipotesi di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. La decisione sul possibile processo spetterà ora al giudice dell’udienza preliminare, dopo gli accertamenti affidati al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza.

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Il nodo dei fondi ottenuti nel 2021

Tra gli episodi contestati c’è anche una vicenda da 3,3 milioni di euro, rimasta riservata fino allo scorso luglio. Secondo l’accusa, la somma sarebbe stata ottenuta nel 2021 inducendo Invitalia “in errore” e ricorrendo agli strumenti di sostegno destinati alle imprese durante l’emergenza Covid.

L’inchiesta riguarda inoltre i dissesti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Santanchè, attraverso i suoi avvocati, ha respinto gli addebiti e già a luglio aveva rivendicato di avere agito “con correttezza”.


Nel procedimento anche i familiari

La richiesta dei pm coinvolge, oltre alla parlamentare, il figlio Lorenzo, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero. Le contestazioni si concentrano sulle società del gruppo Bioera-Ki Group, attivo nel settore degli alimenti biologici e delle attività collegate.

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Santanchè aveva ricoperto incarichi in alcune delle aziende finite al centro dell’indagine. La capogruppo Bioera è stata dichiarata fallita alla fine del 2024, elemento inserito nel quadro dei procedimenti relativi ai dissesti societari.


Gli altri processi già aperti

La senatrice è già imputata a Milano per il presunto falso in bilancio legato a Visibilia, procedimento arrivato alla fase dibattimentale. Parallelamente, deve affrontare l’udienza preliminare per l’ipotesi di truffa ai danni dell’Inps.

Quest’ultimo procedimento è attualmente sospeso, in attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla questione sottoposta alla sua valutazione. La nuova richiesta di rinvio a giudizio aggiunge quindi un ulteriore capitolo al quadro giudiziario che riguarda la parlamentare.

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