Renzi sfida Conte: le tre condizioni per il campo largo
Dal ruolo di Salvini alla linea sull’Ucraina, Italia viva chiede un accordo politico scritto per costruire l’alleanza contro la destra.
La possibile alleanza tra le forze di centrosinistra passa da un confronto ancora aperto sulle condizioni politiche e sulla collocazione internazionale. Matteo Renzi, chiudendo la Leopolda 2026, ha rivolto a Giuseppe Conte tre richieste precise e ha indicato in un programma condiviso la strada per superare le diffidenze.
Renzi mette in fila le condizioni
Il leader di Italia viva ha chiesto che non tornino Matteo Salvini al ministero dell’Interno e Giancarlo Giorgetti nel Consiglio dei ministri. Alla lista ha aggiunto una terza garanzia: l’eventuale coalizione non dovrà schierarsi dalla parte di Donald Trump.
Renzi ha spiegato che non considera Elly Schlein la figura adatta a fare da garante nei suoi confronti. Tra i due, ha ricordato, esistono storie politiche differenti, anche se l’ex presidente del Consiglio ha riconosciuto alla segretaria del Partito democratico di averlo affrontato apertamente in passato. Per Italia viva, la garanzia dovrebbe arrivare da «un programma serio, un contratto alla tedesca».
Ucraina, il punto più delicato
La politica estera resta uno dei principali ostacoli nel dialogo con il Movimento 5 Stelle. Renzi ha contestato la linea di chi esclude l’invio di armi a Kiev, sostenendo che il sostegno agli aggrediti non possa essere abbandonato, pur accompagnandolo con un’iniziativa diplomatica.
Nel suo intervento ha criticato anche le analisi di Marco Travaglio sulla guerra e ha ribadito che il conflitto non può diventare uno strumento di propaganda elettorale. La ricerca di una soluzione diplomatica, secondo Renzi, deve procedere insieme alla difesa dell’Ucraina: senza armi, ha sostenuto, il rischio è che il Paese «termini, a non esistere più».
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La sfida elettorale alla destra
Renzi ha presentato le prossime elezioni come una scelta decisiva per gli equilibri istituzionali. A suo giudizio, una vittoria di Giorgia Meloni potrebbe rafforzare la destra fino a condurla a controllare sia Palazzo Chigi sia il Quirinale; per questo ha detto di lavorare affinché la presidente del Consiglio lasci il governo.
L’ex premier ha inoltre chiesto che, per il Quirinale, venga indicata una personalità europeista e non sovranista né populista. Ha citato anche le primarie e la difesa del garantismo tra gli impegni da assumere, sostenendo che un centrosinistra unito avrebbe la possibilità di prevalere.
Renzi ha infine avvertito che una vittoria di Meloni potrebbe produrre un presidenzialismo di fatto e ha invitato gli alleati a concentrarsi sul confronto politico invece di consumare energie in discussioni ritenute secondarie. Conte, prima dell’intervento alla Leopolda, aveva chiesto a sua volta garanzie sulla presenza di Renzi nella futura coalizione.
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