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Politica 1 min di lettura56 min fa

Renzi, Conte chiede garanzie e una legge sul conflitto

Il leader M5s: nessun veto personale, ma il Movimento non sosterrà un accordo privo di tutele politiche

Giuseppe Conte ha chiesto garanzie politiche per un’eventuale alleanza progressista, legando la partecipazione del Movimento 5 Stelle all’approvazione di una legge sul conflitto di interessi. Il leader pentastellato ne ha parlato durante la registrazione di Accordi e Disaccordi, in onda sul Nove.

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Il nodo dell’alleanza

Conte ha respinto l’idea di escludere Matteo Renzi attraverso un veto personale. A suo giudizio, definire un politico inaffidabile rischia di trasformare il confronto in una rivalità individuale, danneggiando l’intero progetto comune.

Il leader del M5s ha però criticato la posizione di Elly Schlein e di una parte del Partito democratico, descritta come orientata a un’unità perseguita a ogni costo. Secondo Conte, includere Renzi senza condizioni potrebbe ridurre il consenso elettorale dell’alleanza.

Conte ha spiegato di condividere l’obiettivo di mandare il governo Meloni all’opposizione, ma ha chiesto che questo avvenga sulla base di un programma definito e coerente. «Cara Schlein, nel caso dovessi vincere tu le primarie dobbiamo dirlo prima, altrimenti il Movimento non ci sta», ha affermato.

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La richiesta sul conflitto d’interessi

Il principale ostacolo, per Conte, riguarda il ruolo che Renzi potrebbe assumere dentro una coalizione o in un eventuale governo. L’ex presidente del Consiglio, ha osservato, svolge attività economiche internazionali e potrebbe puntare contemporaneamente alla guida di una forza politica e a un incarico nell’esecutivo.

«Se non si metterà al centro del progetto progressista una legge sul conflitto di interessi seria noi non ci saremo», ha detto Conte. La richiesta, ha precisato, non dovrebbe riguardare soltanto Renzi, ma chiunque si trovi in una posizione analoga.

Il leader del M5s ha quindi indicato la necessità di impedire che una figura esterna possa esercitare un condizionamento sull’azione di governo. Senza garanzie preventive, ha avvertito, il Movimento non intende aderire a un’intesa che potrebbe «mandarci allo sbaraglio».

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