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Politica 2 min di lettura30 set

Renzi avverte il centrosinistra: senza i moderati Meloni può puntare al Colle

Mentre Schlein prepara il confronto interno nel Pd, Conte chiede un’analisi urgente e il leader di Italia Viva insiste sull’apertura alle forze riformiste.

Il consenso degli elettori moderati può diventare il vero terreno dello scontro nel centrosinistra. Matteo Renzi sostiene che una coalizione confinata alla sinistra non sarebbe sufficiente per battere Giorgia Meloni e indica nell’area riformista la possibile chiave per ampliare il bacino elettorale.


Renzi punta sui moderati

Secondo il leader di Italia Viva, una parte di chi in passato ha scelto Fratelli d’Italia o Forza Italia sarebbe oggi insoddisfatta dell’operato del governo, ma non si riconoscerebbe né in Alleanza Verdi e Sinistra né nella componente più a sinistra del Partito democratico. Per intercettare quei voti, sostiene Renzi, servirebbe uno spazio politico diverso e riconoscibile.

Il suo avvertimento è netto: «Se rimane il campo larghissimo a sinistra, ri-perdono e la Meloni va al Quirinale». La prospettiva evocata da Renzi lega quindi l’esito della sfida elettorale alla capacità dell’opposizione di costruire un’offerta che comprenda anche l’elettorato centrista.


Conte chiede una svolta

Sul fronte del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte continua a valorizzare il risultato della consultazione della base attraverso Nova. Sulla guerra in Ucraina, l’ex presidente del Consiglio ribadisce la necessità di cambiare impostazione: «Con le armi abbiamo già dato, ora serve una svolta negoziale».

Conte prende le distanze dal modello politico di Renzi, ma lascia aperto il confronto con il Pd una volta conclusi gli appuntamenti interni dei democratici. Riccardo Ricciardi, capogruppo alla Camera, sollecita intanto un chiarimento rapido nel centrosinistra e collega l’urgenza anche all’eventualità che la maggioranza possa dividersi in Parlamento sulla legge elettorale.

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Schlein prepara il confronto

Nel Pd la segretaria Elly Schlein ha convocato la segreteria in vista della direzione nazionale di venerdì. La riunione dovrà affrontare non soltanto il tema della leadership, ma anche la definizione del programma comune e dei confini della futura alleanza.

La linea sostenuta da Schlein guarda a un allargamento oltre l’attuale asse formato da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Il progetto, secondo l’impostazione che sta emergendo, dovrebbe coinvolgere anche le forze moderate e centriste, chiamate a contribuire alla stesura del programma senza ripartire completamente da zero.


Primarie e leadership restano aperte

Tra i sostenitori della segretaria circola la convinzione che, in caso di primarie, Schlein sarebbe pronta a partecipare e a difendere la propria posizione. Viene inoltre ricordato che proprio questo strumento ha caratterizzato la selezione della leadership del Pd e che la segretaria è stata scelta dagli iscritti e dagli elettori attraverso quel meccanismo.

Resta tuttavia possibile che i riformisti portino alla direzione il nome di Giorgio Gori come eventuale sfidante interno. Prima dell’appuntamento di venerdì è prevista una loro riunione, nella quale potrebbe essere discussa anche una struttura di coordinamento dedicata a programma e candidature. Sullo sfondo c’è infine la scadenza del mandato di Schlein, fissata a metà marzo: per arrivare alle prossime elezioni politiche potrebbe essere valutata una proroga.

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