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Politica 3 min di lettura18 ore fa

Reggio Children nella bufera: perché gli insegnanti Usa hanno rinunciato

Il viaggio di 71 docenti americani è stato cancellato dopo la richiesta di dissociarsi dal governo Netanyahu, mentre la delegazione israeliana conferma la visita.

La rinuncia dei 71 insegnanti statunitensi ha trasformato una visita di studio sul modello educativo di Reggio Emilia in un caso politico nazionale. Il gruppo avrebbe dovuto raggiungere il Centro internazionale Loris Malaguzzi dall’11 al 16 ottobre, ma ha annullato il viaggio dopo che a Reggio Children è stata chiesta una presa di distanza esplicita dalle politiche del governo Netanyahu.

La delegazione israeliana, composta da 25 docenti, ha invece confermato la propria presenza. L’arrivo è previsto domani, in una città dove le accuse di antisemitismo rivolte all’amministrazione comunale hanno già provocato la reazione del sindaco Marco Massari e di numerosi esponenti del centrodestra.


La visita diventata uno scontro politico

La contestazione è iniziata una settimana fa, quando attivisti, rappresentanti sindacali e alcuni esponenti politici hanno chiesto di cancellare il programma riservato agli educatori di scuole ebraiche degli Stati Uniti e di Israele. Tra le questioni sollevate c’erano anche eventuali legami di alcune realtà partecipanti con organizzazioni favorevoli alle forze armate israeliane.

Reggio Children ha ricordato che tutti i soggetti coinvolti nelle sue attività devono aderire alla Carta per un’educazione democratica e partecipata. Il documento richiama il rifiuto della guerra e la condanna di ogni forma di genocidio. Al termine della Consulta del 6 ottobre, alla quale hanno preso parte circa 400 genitori, insegnanti e rappresentanti dei Consigli d’infanzia, la presidente Maddalena Tedeschi ha spiegato che quelle regole valgono anche per il gruppo di educatori ebraici.

Secondo quanto riferito, agli ospiti è stata inoltre domandata una dichiarazione ulteriore e specifica sulle scelte del governo Netanyahu. La richiesta ha alimentato le tensioni: davanti al Centro Malaguzzi, nella stessa serata, circa cento manifestanti hanno organizzato un presidio con bandiere, striscioni e megafoni.


Destra all’attacco, il sindaco risponde

La cancellazione della missione americana ha innescato una dura offensiva politica contro il Comune guidato dal Partito democratico. Il ministro Tommaso Foti ha definito la vicenda una sconfitta per una città che si presenta come luogo di inclusione e confronto. Galeazzo Bignami ha parlato di antisemitismo, sostenendo che gli educatori americani sarebbero stati coinvolti nella controversia soltanto per la loro appartenenza ebraica.

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Anche Matteo Salvini ha chiesto le dimissioni del sindaco e ha evocato una «caccia all’ebreo». Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, è arrivato a paragonare il clima e i metodi adottati a quelli del Terzo Reich.

Massari ha respinto ogni accusa, ricordando la propria storia familiare legata alla Resistenza. «Le accuse di antisemitismo al Comune non corrispondono in alcun modo ai nostri valori, alla nostra storia», ha dichiarato il sindaco, che domani accoglierà personalmente la delegazione proveniente da Israele.


Il programma resta confermato

Gli educatori israeliani parteciperanno a incontri con pedagogisti e insegnanti e visiteranno alcune scuole, nell’ambito delle normali attività previste per i gruppi di studio. L’amministrazione comunale intende così mantenere separato il programma educativo dal confronto politico esploso nelle ultime settimane.

Reggio Children ribadisce che la Carta rappresenta l’unico testo ufficiale attraverso cui l’organizzazione definisce la propria posizione. Massari ha precisato che il documento non pretende risposte da una persona in quanto ebrea, israeliana o appartenente a un’altra comunità, ma richiede la condivisione di principi generali legati al rispetto e alla tutela dei minori.

Per il 22 ottobre è stato infine annunciato un incontro pubblico con un’organizzazione composta da famiglie israeliane e palestinesi. L’appuntamento dovrebbe riportare al centro il tema dell’educazione e della protezione dell’infanzia, mentre restano aperte le polemiche sulla visita saltata degli insegnanti statunitensi.

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