Reggio Calabria, la sfida del campo largo passa tra insulti e urne
Frank Benedetto chiude la campagna con un appello alla moderazione, mentre il centrosinistra si presenta compatto alle suppletive contro una destra divisa
Le suppletive di Reggio Calabria arrivano al voto dopo una settimana segnata dallo scontro verbale tra Roberto Vannacci e Francesco Cannizzaro. In questo clima, Frank Benedetto prova a spostare l’attenzione sui problemi del territorio e sulla compattezza della coalizione che lo sostiene.
Le scintille accendono la vigilia
Il leader di Futuro nazionale ha attaccato il sindaco di Reggio Calabria con parole dure, descrivendolo come una persona che “si agita, suda e gesticola con le movenze di un plantigrade”. Cannizzaro, esponente di Forza Italia, ha replicato il giorno successivo con l’espressione “curnutu sì tu”, dopo un ulteriore intervento di Vannacci sui candidati provenienti da altre città e sulla rappresentanza dei collegi calabresi.
Benedetto ha scelto di non inserirsi nella polemica. A suo giudizio, gli attacchi personali allontanano dalla politica e finiscono per trasformare il confronto in una ricerca di visibilità. La sua campagna elettorale, infatti, è stata impostata su toni più contenuti e su un messaggio di ascolto rivolto alle comunità locali.
Il candidato punta sui borghi
Nel comizio conclusivo al Cinema Odeon, Benedetto ha indicato il centrosinistra riunito come alternativa a una destra che considera divisa. Il candidato ha parlato della necessità di costruire “una nuova sinistra, un nuovo modo di ragionare, tutti insieme”, individuando nella collaborazione tra le forze progressiste la strada per affrontare la sfida.
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Al centro del suo programma ha messo le difficoltà dei piccoli centri e dei borghi lasciati ai margini. Secondo Benedetto, molti cittadini sono esasperati dalla mancanza di servizi essenziali; il compito della coalizione sarebbe quindi portare queste richieste all’interno del Parlamento e trasformarle in iniziative concrete.
Una coalizione molto ampia
Il sostegno al candidato comprende il Partito democratico e il Movimento cinque stelle, ma anche Casa riformista, Centro democratico, Partito socialista, Avs e Rifondazione comunista. L’alleanza riunisce dunque componenti centriste, socialiste e comuniste, configurando le elezioni come un nuovo banco di prova per gli equilibri politici locali.
La chiusura della campagna ha riunito parlamentari, rappresentanti territoriali dei partiti, sostenitori e membri della società civile. Benedetto rivendica questa convergenza come una dimostrazione di coesione e assegna alla coalizione un obiettivo preciso: battere la destra e ottenere maggiore attenzione per i servizi destinati ai cittadini.
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