Reggio Calabria, il 10% di Vannacci apre un caso nel centrodestra
Il risultato di Futuro nazionale divide gli analisti: per Mannheimer segnala una forza da considerare, mentre Noto lo lega soprattutto al traino di Domenico Giannetta.
Il risultato delle suppletive di Reggio Calabria consegna a Futuro nazionale una percentuale vicina all’11%, ma non una lettura univoca. Il dato viene considerato significativo da Renato Mannheimer, mentre Antonio Noto invita a non attribuirlo automaticamente a un effetto personale di Roberto Vannacci: a suo giudizio, il principale motore elettorale sarebbe stato Domenico Giannetta.
Mannheimer vede una forza in crescita
Secondo Mannheimer, il voto ha prodotto un esito favorevole per più protagonisti. Forza Italia ha conservato il seggio alla Camera, mentre il candidato sostenuto dall’area di Vannacci, pur senza imporsi, ha raggiunto una quota intorno al 10%, superiore alle percentuali che normalmente gli vengono assegnate nei sondaggi.
Il sondaggista considera il risultato ancora più interessante alla luce della partecipazione ridotta, tipica delle elezioni suppletive. A recarsi alle urne sono soprattutto gli elettori più motivati o legati ai candidati, mentre la componente meno coinvolta dalla politica tende a restare a casa. Proprio per questo, a suo avviso, Futuro nazionale potrebbe disporre di un bacino più ampio di quello emerso a Reggio Calabria.
Mannheimer ha sintetizzato così la sua valutazione: «Il suo elettorato potenziale è maggiore». La crescita dell’area potrebbe quindi diventare un elemento di difficoltà per il centrodestra, soprattutto in vista di una competizione nazionale nella quale il partito potrebbe intercettare consensi di protesta e voti meno vincolati ai tradizionali schieramenti.
Noto ridimensiona l’effetto Vannacci
Antonio Noto propone però una lettura diversa. Per il sondaggista, la prestazione è stata positiva ma non basta per parlare di una vera spinta personale di Vannacci. Il risultato sarebbe stato determinato soprattutto dalla presenza di Giannetta, già capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale calabrese.
Giannetta aveva raccolto circa 10mila preferenze alle elezioni regionali svolte meno di un anno fa. Noto ritiene dunque che una parte consistente dei voti finiti a Futuro nazionale sia riconducibile al suo radicamento locale, più che alla capacità del generale di mobilitare un elettorato ideologico su scala nazionale.
«Più Futuro Giannetta che Futuro nazionale», è la formula scelta da Noto per descrivere l’esito. A suo giudizio, Vannacci avrebbe dovuto aggiungere una quota autonoma di consensi, legata alla novità del partito e alle posizioni identitarie, ma il risultato di Reggio Calabria non consente di misurare con precisione questa componente.
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Un test locale difficile da replicare
Entrambi gli analisti invitano alla prudenza quando si prova a trasferire il dato calabrese sul piano nazionale. La circoscrizione presenta caratteristiche particolari e la competizione è stata condizionata anche dalla candidatura di Fabio Roscioli, considerata divisiva all’interno di Forza Italia. Per Noto, si è giocata una doppia partita: da una parte la sfida per il seggio, dall’altra il confronto tra diverse aree del centrodestra.
La mancata affermazione di Futuro nazionale ha impedito al movimento di trasformare il risultato in una vittoria politica piena. Allo stesso tempo, la prova ha rafforzato l’area riconducibile a Marina Berlusconi e Roberto Occhiuto. Noto osserva inoltre che, se Vannacci avesse provocato la sconfitta del centrodestra, le conseguenze avrebbero colpito proprio quella componente interna a Forza Italia.
Anche il centrosinistra, secondo Noto, non avrebbe affrontato la consultazione con l’intensità necessaria per puntare alla vittoria. Il risultato ottenuto sarebbe rimasto vicino a quello delle regionali, in una città che non ha una tradizione stabilmente orientata a destra e che in passato ha espresso numerosi sindaci di sinistra. L’assenza di una campagna nazionale più incisiva avrebbe quindi limitato le ambizioni della coalizione progressista.
L’alleanza può cambiare gli equilibri
Resta aperta la questione di un eventuale ingresso di Vannacci nel centrodestra. Noto stima oggi Futuro nazionale intorno al 7%, dopo una rilevazione che lo collocava all’8% la settimana precedente. In caso di accordo con Giorgia Meloni e le altre forze della coalizione, il movimento potrebbe trasferire una dote compresa tra il 3% e il 4%.
L’alleanza, tuttavia, non avrebbe soltanto effetti positivi. Una parte degli elettori potrebbe abbandonare il centrodestra proprio per non sostenere Vannacci, ma il saldo complessivo, secondo Noto, resterebbe favorevole alla coalizione. L’ingresso del generale potrebbe però sottrarre voti anche a Fratelli d’Italia e Lega, modificando i rapporti di forza e la composizione di un eventuale futuro governo.
Mannheimer ricorda infine che una proiezione nazionale richiederebbe una campagna elettorale completa, con il tema del voto utile e nuove motivazioni per gli elettori. Il consenso raccolto a Reggio Calabria rappresenta quindi un segnale da osservare, ma non ancora una misura definitiva del peso di Vannacci nell’intero Paese.
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