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Politica 1 min di lettura3 giorni fa

Raffinerie, il governo spinge sulla produzione per frenare il caro-energia

Urso e Pichetto hanno chiamato gli operatori del settore per un confronto fissato all’8 ottobre sulle possibili misure da adottare.

I due ministeri hanno scelto di muoversi insieme per capire se le raffinerie italiane possano alzare i ritmi e contenere così le ricadute del quadro internazionale sugli approvvigionamenti. La convocazione riguarda le imprese attive nella raffinazione e nella realizzazione di beni e prodotti derivati.

L’incontro è stato fissato per giovedì 8 ottobre e porta la firma di Adolfo Urso, titolare delle Imprese e del Made in Italy, e di Gilberto Pichetto, responsabile dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Nel documento diffuso dai ministeri viene indicato che il confronto servirà a valutare margini e strumenti per incrementare la produzione dei principali prodotti.


La richiesta al settore

L’idea alla base della riunione è quella di verificare se la filiera possa garantire un contributo aggiuntivo in una fase considerata delicata per il mercato. Secondo la nota, l’obiettivo è alleggerire gli effetti dell’attuale scenario internazionale sul Paese, soprattutto sul fronte della disponibilità delle forniture.

In questa cornice, il governo punta a coinvolgere direttamente gli operatori del comparto per avere un quadro aggiornato della capacità produttiva. La convocazione non introduce misure già definite, ma apre un tavolo di confronto sulle possibilità concrete di intervenire.

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Il nodo degli approvvigionamenti

Il punto centrale resta la tenuta dell’offerta nazionale di prodotti raffinati, un tema legato anche alle tensioni esterne che incidono sui mercati energetici. Il riferimento contenuto nella nota è proprio alla necessità di attenuare le conseguenze dell’attuale situazione internazionale sull’approvvigionamento del Paese.

Per questo i due ministri hanno deciso di ascoltare le società del settore in una riunione congiunta. Da quell’appuntamento dovranno emergere elementi utili a capire se e come aumentare la produzione dei principali derivati, con l’obiettivo di rendere più solida la risposta del sistema italiano.

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