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Politica 1 min di lettura23 set

Quirinale sotto attacco? Azzariti avverte la destra: il rischio è il blocco

Per Gaetano Azzariti, mettere il presidente della Repubblica nel mirino significa indebolire la funzione di garanzia prevista dalla Costituzione.

Gaetano Azzariti invita a non trasformare il confronto politico in uno scontro frontale con il Quirinale. Secondo il costituzionalista della Sapienza, quando una forza politica si pone contro il presidente della Repubblica, il risultato può essere solo un vicolo cieco.

Nel suo ragionamento entra anche Sergio Mattarella, citato da Giorgia Meloni nel dibattito sulle circolari firmate quando era ministro. Il tema, però, per Azzariti non riguarda solo il passato del capo dello Stato: tocca soprattutto il rispetto della sua funzione di garante dell’assetto costituzionale.


Il ruolo di garanzia del presidente

Azzariti lega il nodo istituzionale alla tenuta complessiva del sistema. Per lui il presidente della Repubblica non è un avversario da battere, ma la figura che assicura equilibrio e continuità alla Carta.

Da qui l’avvertimento: se la polemica politica si spinge fino a contestarne il ruolo, si finisce per logorare proprio il punto di riferimento che dovrebbe tenere insieme le istituzioni.

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Il richiamo alla prima Repubblica

Il costituzionalista richiama anche un precedente storico. Nella prima Repubblica, osserva, non era consuetudine attaccare il capo dello Stato in pubblico, proprio per proteggere la sua autonomia e la sua funzione di arbitro.

Il messaggio finale è netto: una destra insofferente verso i controlli rischia di perdere terreno istituzionale prima ancora che politico. E, avverte Azzariti, la contrapposizione con il Quirinale non porta a una soluzione, ma a uno stallo.

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