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Politica 4 min di lettura2 ore fa

Quando il racconto diventa realtà: il potere oscuro della disinformazione

A Rapallo, Liguria D’Autore ha riunito politica, giornalismo, scienza e giustizia per analizzare come tecnologia e intelligenza artificiale influenzino consenso e reputazione.

La domanda emersa a Rapallo è tutt’altro che teorica: chi stabilisce ciò che l’opinione pubblica considera vero? Dalle guerre alle elezioni, dalla medicina ai tribunali, una narrazione può orientare paure, consenso e giudizi prima ancora che i fatti siano verificati. È questo il filo conduttore della quinta edizione di Liguria D’Autore, intitolata “Le Rotte – La guerra delle narrazioni”.


L’Iraq come lezione del passato

Il confronto, curato da Valentina Fontana e organizzato da Vis Factor, ha preso le mosse da un episodio precedente all’era dei social network: le presunte armi di distruzione di massa attribuite all’Iraq, usate nel 2003 tra le argomentazioni a sostegno dell’intervento militare. Davide Casaleggio ha definito quella vicenda «probabilmente una delle fake news più dannose degli ultimi trent’anni», evidenziando come una ricostruzione insistita possa trasformarsi in una decisione politica concreta.

L’intelligenza artificiale aggiunge oggi velocità e ampiezza alla circolazione dei contenuti, rendendo più difficile riconoscere manipolazioni e falsificazioni. A Rapallo, durante due giornate ospitate tra il Teatro delle Clarisse e il Boutique Art Hotel Splendide Riviera, il tema è stato affrontato attraverso diversi settori: politica, geopolitica, salute, infrastrutture, informazione, diritto e reputazione.


Elezioni e guerre senza confini

Nel dibattito sul consenso, Alessandra Ghisleri ha affrontato il ruolo dei sondaggi, capaci non soltanto di registrare gli orientamenti degli elettori, ma anche di influenzarli. La competizione politica passa sempre più da immagini modificate, piattaforme digitali e strumenti di intelligenza artificiale, mentre la percezione di un consenso può diventare essa stessa un elemento della campagna.

Alessandro Sallusti ha descritto la prossima sfida elettorale come una contesa destinata a essere «combattuta all’ultimo sangue», collegandola anche agli equilibri della legislatura successiva e alla scelta del prossimo Presidente della Repubblica. Il confronto ha inoltre coinvolto esponenti di differenti forze politiche e ha toccato il rapporto tra libertà di stampa, diritto di cronaca e moltiplicazione dei soggetti che producono informazione.

Sul piano internazionale, Antonio Tajani ha ricordato che «fake news e attacchi cyber sono ormai strumenti della competizione tra Stati». Il ministro ha indicato l’intelligenza artificiale come uno dei fattori destinati a incidere sulle future campagne elettorali e ha richiamato i tentativi della Russia di alimentare fratture nell’Europa e nel mondo occidentale. Tra gli episodi citati anche l’attacco informatico alla Farnesina avvenuto mentre l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky atterrava a Ciampino.

La discussione si è poi allargata a energia, risorse, tecnologia e reti. Porti, collegamenti, fibra e sistemi di gestione dei dati non sono soltanto infrastrutture economiche: costituiscono canali attraverso i quali si muovono informazioni, persone, merci e influenza.

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Salute, processi e reputazione

Matteo Bassetti ha riportato il discorso nel campo scientifico, osservando che «le fake news possono uccidere». Il riferimento era alla falsa correlazione tra vaccino MMR e autismo, esempio delle conseguenze che una tesi priva di fondamento può avere sulle decisioni individuali. Nel dialogo con Anna Maria Bernini è emersa l’esigenza di una comunicazione scientifica più solida e controllabile, oltre alla necessità di formare nuove competenze anche nell’uso dell’intelligenza artificiale.

Un altro passaggio centrale ha riguardato il caso Garlasco e il modo in cui un’inchiesta può diventare, nel tempo, una storia collettiva capace di precedere gli esiti giudiziari. Intervistato da Gianluigi Nuzzi, Mario Venditti ha affermato: «Manca la pistola fumante», riferendosi alla posizione di Andrea Sempio. Il confronto con gli avvocati Domenico Aiello, Valeria De Vellis e Laura Sgrò ha messo in evidenza i rischi per la presunzione di innocenza, il diritto di difesa e la reputazione delle persone coinvolte.

La comunicazione può pesare anche nelle vicende familiari dei personaggi pubblici. Valeria De Vellis ha distinto la gestione riservata della separazione tra i Ferragnez dall’esposizione mediatica dei contrasti tra Francesco Totti e Ilary Blasi, sostenendo che alcuni aspetti della loro disputa legale avrebbero potuto restare lontani dai giornali. Da qui il richiamo ai patti prematrimoniali, già comuni in numerosi Paesi, come possibile strumento per limitare conflitti e proteggere la sfera personale.


La percezione come campo di battaglia

La rassegna si è conclusa con una riflessione sulla reputazione: costruirla richiede tempo, mentre comprometterla può essere rapido e recuperarla diventa complesso quando cronaca, reti sociali e giudizio collettivo si sovrappongono. Al confronto hanno partecipato anche Gianni Barbacetto, Sabrina Scampini, Francesco Vecchi, Gianluca Ansalone, Pietro Dettori e Gino Zavalani, insieme a rappresentanti della politica, del giornalismo, dell’impresa e della società civile.

Secondo Valentina Fontana, ideatrice della manifestazione e amministratrice delegata di Vis Factor, «la vera sfida di questa fase storica non è soltanto distinguere il vero dal falso». Il punto, ha spiegato, è la capacità delle narrazioni di indirizzare la percezione, trasformare un fatto in consenso, paura o giudizio e stabilire quale versione della realtà finirà per imporsi.

La quinta edizione di Liguria D’Autore ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Regione Liguria e della Città di Rapallo. L’iniziativa è stata sostenuta da Intesa Sanpaolo, Enel, FIV – Fontana Industrie Vernici e Retitalia, con la collaborazione di Gruppo Sangiovanni Hospitality, Bagni Bosetti e Ö Magazin; tra i partner editoriali figuravano Adnkronos, Sky TG24 ed Esperia.

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