Putin professore per un giorno? Il veto che fermò Berlusconi
Il progetto di portare il presidente russo nell’ateneo liberale di Silvio Berlusconi naufragò prima nel 2010 e poi, in un altro tentativo, con la guerra in Ucraina.
L’idea di affidare a Vladimir Putin una lezione inaugurale dell’università liberale immaginata da Silvio Berlusconi rimase sulla carta. A bloccarla, nel primo tentativo, fu Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia: l’ex ministro mise in guardia il leader azzurro sulla natura politica del presidente russo.
Urbani frenò l’invito a Putin
La vicenda risale all’aprile 2010, dopo un incontro ufficiale tra Italia e Russia. Al termine del bilaterale, Berlusconi annunciò pubblicamente che Putin avrebbe potuto salire in cattedra nell’Università del pensiero liberale che stava preparando.
Quando il progetto fu sottoposto a Urbani, però, arrivò una netta obiezione. L’ex ideologo di Forza Italia racconta di aver detto al Cavaliere: «Ti sbagli su di lui, ricordati che Putin è un assolutista». Secondo Urbani, Berlusconi replicò ricordando l’adesione del presidente russo al partito liberale, ma quella scelta non bastava a dimostrare una reale sintonia con il liberalismo occidentale.
Una fiducia difficile da spezzare
Urbani spiegò che il modello liberale russo, a suo giudizio, era distante dalle tradizioni inglese ed europea. Berlusconi, pur conoscendo le ragioni dell’avvertimento, avrebbe continuato a sperare di poter incidere sul carattere e sulle scelte del leader di Mosca.
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Il rapporto personale tra i due politici era infatti stretto e durava da quasi vent’anni. Proprio questa relazione, secondo il ricordo di Urbani, alimentava la fiducia del Cavaliere, descritto come molto generoso ma anche incline a una certa ingenuità nei confronti dell’amico russo.
Nel 2022 arrivò un nuovo tentativo
L’ipotesi di coinvolgere Putin tornò sul tavolo molti anni più tardi. L’Universitas Libertatis, il progetto accademico legato a Berlusconi, puntava a ospitare il presidente russo per una lectio magistralis a Villa Gernetto.
Fino a gennaio, i docenti dell’ateneo presero in considerazione diverse formule: un collegamento video oppure la presenza fisica dell’ospite. L’invasione dell’Ucraina e la guerra cancellarono però anche questa seconda possibilità, facendo tramontare definitivamente l’ipotesi di una lezione di Putin nell’università berlusconiana.
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