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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Putin professore per un giorno? Il veto che fermò Berlusconi

Il progetto di portare il presidente russo nell’ateneo liberale di Silvio Berlusconi naufragò prima nel 2010 e poi, in un altro tentativo, con la guerra in Ucraina.

L’idea di affidare a Vladimir Putin una lezione inaugurale dell’università liberale immaginata da Silvio Berlusconi rimase sulla carta. A bloccarla, nel primo tentativo, fu Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia: l’ex ministro mise in guardia il leader azzurro sulla natura politica del presidente russo.


Urbani frenò l’invito a Putin

La vicenda risale all’aprile 2010, dopo un incontro ufficiale tra Italia e Russia. Al termine del bilaterale, Berlusconi annunciò pubblicamente che Putin avrebbe potuto salire in cattedra nell’Università del pensiero liberale che stava preparando.

Quando il progetto fu sottoposto a Urbani, però, arrivò una netta obiezione. L’ex ideologo di Forza Italia racconta di aver detto al Cavaliere: «Ti sbagli su di lui, ricordati che Putin è un assolutista». Secondo Urbani, Berlusconi replicò ricordando l’adesione del presidente russo al partito liberale, ma quella scelta non bastava a dimostrare una reale sintonia con il liberalismo occidentale.


Una fiducia difficile da spezzare

Urbani spiegò che il modello liberale russo, a suo giudizio, era distante dalle tradizioni inglese ed europea. Berlusconi, pur conoscendo le ragioni dell’avvertimento, avrebbe continuato a sperare di poter incidere sul carattere e sulle scelte del leader di Mosca.

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Il rapporto personale tra i due politici era infatti stretto e durava da quasi vent’anni. Proprio questa relazione, secondo il ricordo di Urbani, alimentava la fiducia del Cavaliere, descritto come molto generoso ma anche incline a una certa ingenuità nei confronti dell’amico russo.


Nel 2022 arrivò un nuovo tentativo

L’ipotesi di coinvolgere Putin tornò sul tavolo molti anni più tardi. L’Universitas Libertatis, il progetto accademico legato a Berlusconi, puntava a ospitare il presidente russo per una lectio magistralis a Villa Gernetto.

Fino a gennaio, i docenti dell’ateneo presero in considerazione diverse formule: un collegamento video oppure la presenza fisica dell’ospite. L’invasione dell’Ucraina e la guerra cancellarono però anche questa seconda possibilità, facendo tramontare definitivamente l’ipotesi di una lezione di Putin nell’università berlusconiana.

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