Primarie Pd, i riformisti alzano la voce: Gori ci pensa
A Prato l’area dem prepara le consultazioni e fissa due condizioni: competizione aperta, niente voto digitale, con posizioni autonome su Kiev e antisemitismo.
L’area riformista del Partito Democratico si è riunita a Prato per preparare il terreno alle prossime primarie. Sullo sfondo c’è anche l’ipotesi di una candidatura di Giorgio Gori, mentre il confronto interno si concentra sul profilo politico e sulle regole della consultazione.
La corrente prepara la sfida interna
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Lorenzo Guerini ed Enrico Delrio. La riunione segnala la volontà dei riformisti di organizzarsi in vista delle primarie, senza accettare un ruolo subordinato rispetto alle altre componenti dell’area progressista.
Il messaggio rivolto alla segreteria e al resto del partito è netto: “Basta allinearsi a 5S e Avs”. La richiesta è quella di mantenere una linea politica riconoscibile, anziché assumere automaticamente le posizioni del Movimento 5 Stelle e di Avs.
Primarie aperte, niente voto online
Tra i punti sottolineati durante l’appuntamento di Prato c’è il metodo con cui svolgere le consultazioni. I riformisti chiedono primarie aperte e respingono l’ipotesi di ricorrere al voto online.
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La possibile discesa in campo di Gori resta invece un’ipotesi. Il suo nome si colloca dentro una discussione ancora in movimento, legata sia alla competizione per la leadership sia alla definizione dell’identità del Pd.
Kiev e antisemitismo, confronto senza ultimatum
La posizione dell’area non viene presentata come un aut-aut sui temi dell’antisemitismo e della guerra in Ucraina. Il confronto dovrà quindi tenere insieme il dissenso e la ricerca di una sintesi, senza trasformare quei dossier in condizioni assolute.
La riunione ha così intrecciato due piani: da una parte la preparazione organizzativa delle primarie, dall’altra la richiesta di maggiore autonomia politica. Le prossime settimane chiariranno se il confronto produrrà una candidatura riformista e quale sarà il perimetro della sfida.
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