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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Primarie a Milano, Calabresi contesta l’uso della vicenda Pinelli

Il giornalista corre alle primarie del centrosinistra per Milano e difende la memoria dell’anarchico

Mario Calabresi ha definito «miserabile» l’uso della vicenda di Giuseppe Pinelli contro la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Milano, qualora si svolgano. Il giornalista ne ha parlato a Radio Popolare.

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Il rapporto tra le famiglie

Calabresi ha spiegato di non aver mai considerato Licia Pinelli e le figlie Claudia e Silvia come antagoniste. Secondo il giornalista, anche sua madre non ha mai guardato a Licia Pinelli in questo modo.

Nel suo intervento ha ricordato che Pinelli era innocente ed è morto negli uffici della questura. «Pinelli e mio padre sono state vittime di quello», ha detto, riferendosi alla macchina che, secondo la sua ricostruzione, aveva attribuito agli anarchici la responsabilità delle stragi neofasciste.

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La memoria di Pinelli a Milano

Calabresi ha giudicato «sacrosanta» la memoria dell’anarchico e ha accolto positivamente le iniziative adottate dal Comune di Milano. Tra queste ha citato l’intitolazione di una strada, la messa a dimora di un albero e il conferimento dell’Ambrogino d’oro.

Il giornalista ha aggiunto che le responsabilità delle stragi erano state indirizzate verso gli anarchici da strutture del ministero dell’Interno e dagli uffici Affari riservati. A suo giudizio, quella vicenda ha lasciato una ferita nella storia di Milano.

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