53notizie oggi
Politica 1 min di lettura13 ott

Prima del congresso, il sì all’Autonomia riapre la partita nella Lega

Il Consiglio dei ministri completa l’iter dieci giorni prima dell’appuntamento leghista, rafforzando la posizione di Salvini e alimentando il dibattito sul voto anticipato.

Il via libera definitivo all’Autonomia differenziata arriva in un momento delicato per la Lega: mancano dieci giorni al congresso straordinario del partito e Matteo Salvini può rivendicare un risultato politico di peso. La decisione del Consiglio dei ministri è stata accolta con soddisfazione da Giorgia Meloni e dagli altri componenti del governo.

Offerta del giorno15 ottobre

Douglas

Fino al -25% su Douglas via app

Scade domani
*******


Salvini ottiene il provvedimento richiesto

Nelle settimane precedenti, il leader del Carroccio aveva sollecitato la presidente del Consiglio a concedere alla Lega almeno un’iniziativa concreta da presentare agli elettori. L’approvazione dell’Autonomia risponde proprio a quella richiesta e consente a Salvini di arrivare al congresso con un risultato da mettere in evidenza.

Il provvedimento riguarda le intese con le regioni del Nord e rappresenta uno dei principali obiettivi politici della Lega. Per il vicepremier, il passaggio in Consiglio dei ministri assume quindi un valore che va oltre l’atto istituzionale: arriva infatti mentre nel partito si ragiona sul futuro e sulle prossime scadenze elettorali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il governo guarda alle prossime urne

Il momento scelto per completare l’iter alimenta le ipotesi di elezioni anticipate. Il via libera è arrivato infatti a ridosso del congresso straordinario, in una fase in cui l’eventualità di un ritorno alle urne viene considerata anche all’interno della maggioranza.

Restano inoltre le preoccupazioni legate all’ultimo passaggio parlamentare, segnalate da Roberto Calderoli. Il ministro teme il voto conclusivo delle Camere, che dovrà precedere l’effettiva attuazione delle intese con le regioni interessate.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere