Meloni mostra unità, Salvini la smentisce: il caso Vannacci
Fratelli d’Italia cerca di mettere alle strette Vannacci sulla linea verso Mosca, ma le parole di Salvini sul gas russo riaprono la frattura nella maggioranza.
La compattezza del governo sul sostegno a Kiev appare incrinata dalle posizioni espresse da Matteo Salvini. Mentre Giorgia Meloni rivendica dai banchi dell’esecutivo una maggioranza unita, il vicepremier, da Bruxelles, sostiene una linea diversa sui rapporti energetici con Mosca.
Il contrasto emerge nel momento in cui Fratelli d’Italia tenta di portare Roberto Vannacci allo scoperto sul tema della Russia. L’iniziativa politica, però, finisce per attirare l’attenzione anche sulle parole del leader della Lega.
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La distanza tra Meloni e Salvini
In Parlamento, Meloni ha mostrato l’immagine di una coalizione compatta nel sostegno all’Ucraina. La presidente del Consiglio ha preso le distanze dall’ipotesi di tornare ad acquistare gas russo, mentre nello stesso momento Salvini si è espresso in senso opposto dalla sede delle istituzioni europee.
Il vicepremier aveva già accolto con favore, una settimana prima, la mossa di Donald Trump sul gas proveniente dalla Russia. A Bruxelles ha poi ribadito il concetto con una formula netta: «Compriamo da Mosca».
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La risoluzione mette Vannacci nel mirino
La risoluzione voluta da Giovanbattista Fazzolari punta a chiarire la posizione di Vannacci, considerato vicino alle tesi filorusse. L’obiettivo politico è costringerlo a esplicitare quali interessi intenda tutelare attraverso le sue prese di posizione.
Nel confronto è intervenuta anche Meloni, che ha posto una domanda diretta: «Quali interessi difende Fn?». Il tentativo di ricompattare la maggioranza sulla linea per Kiev si scontra così con la posizione pubblica di Salvini sul gas russo.
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