Portadown, il verdetto riaccende lo scontro: Burnham frena la tensione
La marcia dell’Orange Order è stata autorizzata sulla Garvaghy Road, mentre proteste e appelli alla calma accompagnano il ritorno del corteo dopo 28 anni.
La decisione dei giudici ha riaperto una ferita mai del tutto rimarginata in Irlanda del Nord. Nella notte, la Corte d’appello di Belfast ha cancellato il blocco disposto in precedenza, ritenendo giuridicamente errata la valutazione del primo giudice: la marcia dell’Orange Order può quindi svolgersi sulla Garvaghy Road di Portadown.
Il ricorso cambia ancora lo scenario
Poche ore prima, un magistrato dell’Alta Corte aveva fermato temporaneamente il corteo, avvertendo che il confronto tra le parti rischiava di sfuggire al controllo. Nel suo intervento aveva invitato tutti gli interessati a “fare un passo indietro sull’orlo del precipizio”.
Il provvedimento è stato però ribaltato poco prima della mezzanotte da un collegio formato da tre giudici. L’autorizzazione è arrivata dopo una serie di iniziative giudiziarie presentate all’ultimo momento, lasciando incerti tempi e modalità della parata.
O’Neill difende i residenti
La prima ministra dell’Irlanda del Nord Michelle O’Neill, rappresentante di Sinn Fein, ha contestato la decisione emersa nella notte. La leader repubblicana ha ribadito il sostegno agli abitanti della Garvaghy Road, contrari a un corteo che considerano settario e imposto contro la volontà della comunità locale.
“Il nostro messaggio stasera è chiaro. Non si torna indietro. Non domani. Mai”, ha dichiarato O’Neill, prendendo posizione a favore del diritto dei residenti a manifestare la propria opposizione.
La piazza attende e protesta
A Portadown, intanto, una folla numerosa si è concentrata lungo la strada. Diversi manifestanti si sono disposti in una catena tenendosi per mano, mentre a chi occupava i margini della carreggiata è stato chiesto di avvicinarsi al centro del presidio. Tra i presenti c’era anche Gerry Carroll, esponente dell’assemblea nordirlandese per People Before Profit (Pbp), insieme ad altri esponenti politici.
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Gli appartenenti all’Orange Order si trovano invece in una sala della chiesa di Drumcree, a circa un miglio dalla Garvaghy Road, in attesa delle istruzioni della polizia. La partenza del corteo, prevista in precedenza, risultava ormai posticipata di quasi due ore.
Un ritorno carico di memoria
La Parades Commission, organismo indipendente incaricato di disciplinare le processioni più controverse, ha dato il via libera a 35 membri dell’Orange Order. Il gruppo dovrà procedere in silenzio, senza bande musicali e senza sostenitori al seguito.
Il passaggio sulla Garvaghy Road, quartiere a prevalenza cattolica e nazionalista, non avveniva dal 1997. La vicenda richiama uno dei contrasti più simbolici dei Troubles, il conflitto durato circa tre decenni tra repubblicani favorevoli all’unificazione dell’isola e unionisti orientati a mantenere l’Irlanda del Nord nel Regno Unito.
L’appello alla calma di Burnham
Dopo i primi segnali di tensione, il primo ministro Andy Burnham ha chiesto prudenza in un’intervista alla Bbc. “So che la situazione è tesa. Chiediamo calma da tutte le parti”, ha affermato.
Burnham ha ricordato i progressi compiuti dall’Irlanda del Nord e ha avvertito del rischio di compromettere il percorso realizzato. A suo giudizio, pur trattandosi di una crisi complessa, la priorità resta riportare la situazione sotto controllo.
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