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Politica 2 min di lettura23 set

Plastica usa e getta, stretta in Senato: ecco gli imballaggi coinvolti

Il decreto sugli imballaggi impone requisiti più severi per diversi contenitori monouso, dai prodotti alimentari ai cosmetici degli hotel, in attesa dell’ok finale della Camera.

Dal Senato è arrivato il primo via libera a un giro di vite che tocca confezioni molto diffuse, dalle vaschette per frutta e verdura fino ai contenitori di salse e ai flaconi dei cosmetici negli alberghi. La nuova disciplina punta a legare l’uso di alcuni imballaggi in plastica monouso a requisiti di biodegradabilità e compostabilità.

Il provvedimento è già in vigore dall’8 agosto e ora attende il passaggio decisivo alla Camera, che dovrà trasformarlo in legge. Nel frattempo, il testo punta a ridurre l’impatto ambientale della plastica usa e getta e a rafforzare il ricorso a soluzioni più sostenibili.


Quali prodotti finiscono nella stretta

La lista dei materiali interessati è ampia e comprende diversi imballaggi utilizzati ogni giorno nel commercio e nell’ospitalità. Tra questi rientrano quelli per frutta, verdura e bevande, ma anche i contenitori dei prodotti cosmetici messi a disposizione negli alberghi.

L’indicazione di fondo è chiara: i nuovi imballaggi di plastica monouso dovranno rispettare condizioni più rigide quando vengono immessi per la prima volta sul mercato nazionale. Oltre ai limiti già previsti dalle regole europee, dovranno risultare certificati da organismi accreditati come biodegradabili e compostabili secondo gli standard Ue.


Il percorso verso la legge

L’iter parlamentare era partito dopo l’approvazione del decreto nel Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto. A settembre il testo è stato assegnato alla commissione Ambiente, avviando la fase di conversione in legge.

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Il termine per l’ok definitivo resta fissato al 6 ottobre 2026. L’obiettivo indicato dal governo è duplice: allinearsi alle norme europee senza penalizzare il comparto produttivo e, al tempo stesso, sostenere l’innovazione delle imprese attive nelle bioplastiche compostabili.


Ambiente e industria, il doppio obiettivo

Nelle intenzioni dell’esecutivo, la stretta non deve tradursi solo in vincoli. Il decreto richiama infatti la tutela delle risorse naturali, la riduzione degli effetti ambientali legati alla plastica monouso e la promozione dell’economia circolare.

Accanto a questo, il testo mira anche a favorire l’innovazione tecnologica e produttiva nel settore degli imballaggi compostabili. La scommessa è accompagnare il cambiamento delle regole con un sostegno alla competitività delle aziende del comparto, invece di frenarla.

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