Pd, la sfida sulle primarie: Schlein unica candidata per Chigi
Igor Taruffi richiama lo statuto e chiude alla figura del federatore, mentre l’area riformista accusa la maggioranza di preparare una nuova deroga.
La settimana decisiva per il Partito democratico si apre con una linea precisa: secondo Igor Taruffi, la corsa alla guida del governo spetta alla segretaria Elly Schlein. Il responsabile dell’Organizzazione dem ha così rafforzato l’ipotesi di una candidatura unica, alimentando immediatamente la reazione dell’area riformista.
La posizione è stata illustrata da Taruffi durante la trasmissione Start, in onda su SkyTg24. Il dirigente, considerato uno degli uomini più vicini a Schlein, ha escluso anche l’ipotesi di affidare a un federatore il compito di individuare la leadership del centrosinistra.
Taruffi blinda la linea di Schlein
Il ragionamento del responsabile dell’Organizzazione parte dalle regole interne del partito. A suo giudizio, lo statuto stabilisce che sia la segretaria a rappresentare il Pd nella competizione per Palazzo Chigi, senza la necessità di ricorrere a un nuovo meccanismo di selezione.
Taruffi ha inoltre sostenuto che le modalità per scegliere la guida del partito e della coalizione non possono essere sovrapposte. Il suo intervento televisivo è servito quindi a chiudere, almeno sul piano politico, allo scenario di una figura terza incaricata di unire le diverse componenti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
I riformisti contestano la deroga
La lettura dello statuto non convince l’area riformista del Pd. I suoi esponenti ritengono che la maggioranza stia cercando di adattare le regole alla situazione attuale, invece di affidarsi a un confronto aperto sulle candidature.
La critica è riassunta nell’accusa di voler introdurre «l’ennesima deroga». Il confronto sulle primarie si presenta così come uno scontro tra chi considera già definita la candidatura di Schlein e chi chiede che la scelta venga rimessa a un percorso più ampio.
Continua a leggere
Di Battista, il tumore e la nuova battaglia: «Ora devo curarmi
L’ex parlamentare racconta il malore avuto a Cuba, l’operazione e le terapie in arrivo, senza escludere un futuro impegno politico.
Di Battista, il ritorno dopo l’operazione: «Cuba mi ha salvato
Dall’ospedale dell’Avana l’ex deputato annuncia nuove denunce e accusa gli Stati Uniti per le condizioni dell’isola; in serata sarà ospite di Giovanni Floris.
Bollette, l’appello di Meloni da Praga: «Serve uno sforzo
Dalla Repubblica Ceca la premier sollecita imprese e operatori energetici a sostenere famiglie e aziende, mentre sul caso Regeni conferma la linea del dialogo con il Cairo.
Di Battista, il tumore e la nuova sfida: «Ora devo curarmi
Dopo il malore a Cuba e l’intervento per ridurre l’edema cerebrale, Alessandro Di Battista dovrà affrontare le terapie e invita i medici a non arrendersi.