Pd, la sfida del calendario: programma e primarie prendono forma
A Montepulciano Taruffi rilancia l’idea di un percorso aperto, mentre nel partito resta acceso il confronto sull’Ucraina.
Il confronto interno al Pd si concentra su due scadenze ravvicinate: la definizione del programma entro la fine dell’anno e lo svolgimento delle primarie nei primi giorni di febbraio. A Montepulciano, però, il dibattito si è intrecciato anche con le divisioni sulla linea da tenere sull’Ucraina.
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Sull’Ucraina il confronto resta aperto
Nel partito è andato in scena un botta e risposta tra l’area riformista e il correntone dem. Il tema riguarda le posizioni sull’Ucraina, inserite in una discussione più ampia sull’identità e sull’indirizzo politico del Pd.
Il confronto si è affiancato alla definizione del percorso che dovrebbe portare alla scelta della leadership. Le diverse sensibilità interne restano così chiamate a misurarsi sia sui contenuti internazionali sia sulle regole della prossima fase congressuale.
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Taruffi spinge su un percorso largo
A Montepulciano, Taruffi ha sostenuto la necessità di non limitare il processo alle sole strutture centrali del partito. «Percorsi anche dal basso», ha affermato, indicando un coinvolgimento più ampio nella costruzione della proposta politica.
La componente più numerosa del Pd punta ad accelerare i tempi. L’obiettivo indicato è arrivare alla stesura del programma entro la fine dell’anno e fissare le primarie all’inizio di febbraio, secondo una tabella di marcia ancora al centro del confronto interno.
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