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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Paura a Cuba, Di Battista: «Temevo di morire»

L’ex deputato racconta il ricovero all’Avana, le cure iniziate in Italia e il rapporto con Meloni e Di Maio.

Alessandro Di Battista ha raccontato di aver temuto per la propria vita durante il ricovero all’Avana, dove è stato operato d’urgenza per un tumore al cervello. L’ex parlamentare del M5S ha parlato anche della telefonata ricevuta da Giorgia Meloni in quei giorni, durante un’intervista al podcast Vox On Air.

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La telefonata di Giorgia Meloni

Secondo il racconto di Di Battista, la presidente del Consiglio lo contattò per tranquillizzarlo dopo la diffusione di notizie che lo davano già per morto. Meloni, riferendosi a quelle voci, gli avrebbe detto: «Guarda, intervengo, sistemiamo questa scemenza».

L’ex deputato ha spiegato che la premier voleva liberarlo almeno da quella preoccupazione. «E quindi è stata umana», ha concluso, ricordando il gesto ricevuto mentre si trovava a Cuba.


Il percorso dopo l’operazione

Il malore si era verificato alla fine di agosto, seguito dall’intervento chirurgico e dal rientro in Italia. Di Battista ha poi iniziato le terapie e nelle settimane successive è tornato a intervenire in televisione, in particolare a Di Martedì e ad Accordi & Disaccordi.

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Il 6 ottobre, rispondendo a Giovanni Floris, aveva riferito che i medici consideravano possibile la guarigione. Aveva anche spiegato che il tumore presenta caratteristiche molecolari che lo rendono sensibile ai trattamenti e che le ultime analisi consentivano di proseguire con le cure.


I rapporti con Di Maio e il Movimento

Nella stessa intervista, Di Battista ha parlato della «delusione umana e politica» provata per le scelte compiute da Luigi Di Maio dopo l’esperienza comune nel M5S. Ha però riconosciuto l’aiuto ricevuto dall’ex collega durante il periodo dell’intervento, aggiungendo che considera ormai superate quelle vicende.

Ripercorrendo gli anni in Parlamento, ha descritto le istituzioni politiche come ambienti capaci di allontanare dalla vita reale. Il suo distacco dal Movimento 5 Stelle, ha spiegato, maturò dopo una crescente stanchezza e divenne definitivo con il sostegno dei parlamentari pentastellati al governo guidato da Mario Draghi.

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