Di Battista attacca Schlein: «Nel M5S manca la novità»
L’ex parlamentare contesta la segretaria dem e descrive la trasformazione del Movimento rispetto alle origini con Grillo e Casaleggio.
Alessandro Di Battista ritiene che il Movimento 5 Stelle abbia perso il carattere dirompente degli esordi. A suo giudizio, l’esperienza costruita da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio proponeva una rottura riconoscibile, mentre oggi quella forza originaria non sarebbe più altrettanto evidente.
L’ex parlamentare pentastellato ha inoltre rivolto parole molto dure a Elly Schlein, giudicandola priva della solidità necessaria per rappresentare una vera alternativa politica. Le sue valutazioni sono state espresse durante la partecipazione ad Accordi & Disaccordi, trasmissione in onda sul Nove.
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Nel Movimento si è spenta la spinta iniziale
Secondo Di Battista, il M5S dovrebbe riportare al centro temi che un tempo ne definivano l’identità e affrontarli con continuità. «Dovrebbero parlare ogni giorno di determinate cose», ha sostenuto, ricordando che il primo Movimento aveva presentato un programma articolato in 20 punti, intitolato “per uscire dal buio”.
L’ex esponente del Movimento ha contrapposto quella fase alla situazione attuale. Nella sua ricostruzione, Grillo riusciva a intercettare il disagio recandosi nei luoghi segnati dalla sofferenza sociale, dove veniva percepito come una figura nuova e portatrice di speranza. Oggi, invece, mancherebbe una proposta capace di produrre lo stesso effetto di discontinuità.
L’accusa alla segretaria del Pd
Il giudizio su Schlein si inserisce in una critica più ampia al Partito democratico. Di Battista ha detto di non considerare la segretaria dem «credibile e strutturata», precisando che si tratta di una valutazione personale.
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Nel ragionamento dell’ex parlamentare, il Pd resta legato alle responsabilità accumulate negli anni sulle politiche del lavoro e sulla riduzione delle tutele sociali. Ha richiamato in particolare il periodo dei governi guidati da Matteo Renzi, sostenendo che il partito avrebbe inciso più di altri sulla protezione dei lavoratori.
Il Pd e il nodo dello Stato sociale
Di Battista ha definito il Partito democratico una forza appartenente al sistema politico, accusandolo di avere contribuito in misura rilevante all’indebolimento dello Stato sociale in Italia. Tra gli esempi citati figurano le privatizzazioni e la revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
La contestazione non è stata quindi limitata alla leadership di Schlein. Il bersaglio delle sue parole è l’intera storia recente del Pd, che l’ex esponente del M5S considera incompatibile con il ruolo di rappresentante delle istanze dei lavoratori.
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