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Politica 1 min di lettura48 min fa

Melonellum sotto accusa: 25 ricorsi e la firma di Prodi

La contestazione della riforma elettorale entra nella fase giudiziaria con otto rilievi di possibile incostituzionalità e un’azione coordinata su tutto il territorio nazionale.

La riforma elettorale Melonellum viene descritta dai promotori dei ricorsi come un possibile rischio per l’equilibrio costituzionale. Romano Prodi ha aderito all’iniziativa, mentre la contestazione giudiziaria coinvolge 25 tribunali e punta a portare la questione davanti alla Corte Costituzionale.

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Otto contestazioni alla riforma

Al centro dell’azione legale ci sono otto distinti profili di presunta illegittimità costituzionale. Le motivazioni sono contenute nei ricorsi presentati contro la nuova legge elettorale, destinati a essere esaminati nei diversi distretti giudiziari coinvolti.

L’iniziativa è stata annunciata come una risposta all’approvazione del Melonellum e come l’attuazione di un impegno assunto con i cittadini quindici giorni fa. La firma di Prodi si aggiunge a quella degli altri sostenitori della contestazione.

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La mobilitazione arriva nei tribunali

La procedura è partita formalmente oggi: gli atti risultano già depositati in diversi uffici giudiziari, mentre altri vengono consegnati in queste ore. Il coinvolgimento di 25 tribunali accompagna una presentazione coordinata delle impugnazioni.

Secondo i promotori, una mobilitazione simultanea di questa ampiezza non si era mai verificata nella storia della Repubblica. Proprio la diffusione dell’iniziativa viene indicata come il segnale della gravità dei rischi che, a loro giudizio, la riforma potrebbe comportare.

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